Il presidio
Rifiuti, trentaquattro aziende sanzionate in quattro mesi
Prato, Provincia e Alia rinnoveranno la convenzione per permettere alla Polizia provinciale di effettuare controlli mirati
PRATO. Trentadue servizi effettuati, quarantadue segnalazioni ricevute da Alia con sessantuno aziende controllate, trentaquattro sanzioni amministrative rilevate (con multe fra cinquecento e cinquemila euro) e tre denunce penali fatte. Sono questi i numeri a consuntivo dell’attività svolta dalla polizia provinciale dal 1 febbraio al 31 maggio, nei quattro mesi in cui ha avuto vita la convenzione fra la Provincia di Prato e l’Asm (ora Alia) per portare avanti un controllo sistematico delle ditte produttrici di rifiuti derivanti dalla lavorazione tessile. «I risultati ottenuti sono importanti e sono arrivati grazie alla grande professionalità della polizia provinciale – esordisce Matteo Biffoni, in qualità di presidente della Provincia - Proprio in virtù di questi risultati abbiamo già fissato un incontro con Alia per rinnovare l’accordo per mantenere l’attività di controllo e repressione fino al 31 marzo dell’anno prossimo».
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«Quello dello smaltimento illegale dei rifiuti tessili è un tema complesso – continua Biffoni - Ci sono sacche di resistenza verso lo smaltimento legale. La nostra idea è quella di rendere sempre più difficile l’aggiramento delle regole. L’unico rammarico è dettato dal fatto che la polizia provinciale può contare solo su nove effettivi».
«Sì, questo è il nostro organico – gli fa eco Michele Pellegrini, comandante della Polizia provinciale di Prato – Ci sono due ufficiali e sette agenti e su di noi gravano una serie di mansioni in materia di caccia, bracconaggio, avvelenamento di animali, tutela dell’ambiente… Insomma ci sarebbero tante cose da fare. Negli ultimi mesi ci è stato chiesto di concentrarci maggiormente sui controlli delle aziende tessili e grazie alle segnalazioni di Alia, che ci ha messo a disposizione anche degli interpreti cinesi, abbiamo iniziato un lavoro che sta dando ottimi risultati».
I controlli si sono resi ancora più necessari dopo che dal 1 gennaio i rifiuti tessili sono stati deassimilati ovvero non più assimilabili ai rifiuti urbani e quindi anche le aziende artigiane, devono provvedere allo smaltimento specifico degli scarti tessili esattamente come le aziende industriali.
«Abbiamo fatto controlli sia in orario diurno che notturno, sia in divisa che in borghese – continua il comandante Pellegrini - Ci siamo preoccupati di verificare che non avvenissero gli scarichi illegali dei sacchi neri, nelle strade della periferia, ma siamo anche intervenuti direttamente nelle aziende per controllare la regolarità documentale prescritta per legge, ovvero la presenza e la compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti tessili».
«Abbiamo già predisposto il protocollo d’intesa per il rinnovo della convenzione con la Provincia di Prato – dice Sandro Gensini, già direttore generale di Asm e ora ai vertici di Alia spa – Dal nostro posto di controllo vediamo quali sono i punti critici presenti sul territorio e li segnaliamo alla Polizia provinciale».
«I controlli non arrivano all’improvviso – dice Luca Silvestri, dirigente di Alia spa – Già da ottobre dell’anno scorso, proprio in vista della deassimilazione dei rifiuti tessili che sarebbe partito il 1 gennaio, abbiamo fatto incontri con gli imprenditori e artigiani soprattutto orientali, inviato lettere e comunicazioni varie per informarli di cosa sarebbe cambiato e di come avrebbero dovuto comportarsi dopo il 1 gennaio. Adesso questo regolamento è partito anche sul territorio di Montemurlo e dal 1 luglio verrà adottato anche su Vaiano e Poggio a Caiano, coprendo tutta la provincia».
«Il nostro compito è quello di verificare che il ciclo si chiuda – dice il comandante Pellegrini – Chi produce scarti tessili deve documentare a chi li ha consegnati per il trasporto, quest’ultimo li deve conferire ai centri di smaltimento che devono inviare la comunicazione alla ditta da dove sono partiti i rifiuti, e così il ciclo legale si chiude. Se manca uno di questi passaggi allora siamo nell’illegalità».
«Abbiamo chiesto al nostro ufficio legale di verificare se ci sono le condizioni per poter far chiudere le aziende che non tengono in regola i registri per lo smaltimento dei rifiuti – conclude il presidente della Provincia Matteo Biffoni – Crediamo che la semplice sanzione pecuniaria, nei casi più gravi non sia sufficiente».
E sui numeri del consuntivo si sofferma anche il segretario e direttore generale di comune e Provincia di Prato, Roberto Gerardi: «In soli quattro mesi di controlli i numeri sono importanti e quindi il rinnovo della convenzione fra Provincia e Alia è fortemente auspicabile per poter proseguire il lavoro già iniziato».
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