Il presidio
Si cercano discariche fuori regione
Le aziende sono ingolfate dai sacchi neri che non vengono ritirati perché mancano gli impianti pronti ad accoglierli
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PRATO. AAA cercasi discarica per scarti tessili. Altrimenti, rischia di andare in tilt tutto il ciclo della deassimilazione che, com’è noto, dal primo gennaio scorso obbliga artigiani e industriali del comparto tessile-moda a trattare come speciali i rifiuti prodotti dalla filiera. In questo periodo tante tessiture e filature, la tipologia di imprese che più accumulano gli scarti, si ritrovano ad ammassare i sacchi neri sui piazzali delle ditte, magari al sole cocente. «Con questo caldo si crea anche un problema di sicurezza – lamenta il vice presidente di Confartigianato Prato Moreno Vignolini – In associazione riceviamo ogni giorno decine di telefonate di nostri soci che non riescono a smaltire i loro scarti. Si registra un forte rallentamento nel ritiro: come Confartigianato abbiamo chiesto un incontro urgente al sindaco Matteo Biffoni per sottoporgli la questione». La soluzione non può che passare dall’individuazione di un sito alternativo alla discarica del Cassero (nel pistoiese) che nel marzo scorso è stata sottoposta a sequestro. Al momento i cascami tessili che vengono ritirati e smaltiti dalle aziende specializzate (quattro sul territorio pratese, tra cui Programma Ambiente e Fratelli Gori) convenzionate con le associazioni di categoria, viaggiano verso la costa: venendo meno il sito del Cassero, gli scarti della filiera vengono dirottati verso la discarica di Rosignano. Non basta però. «Il sistema si sta riorganizzando per risolvere l’effetto congestione dovuto alla chiusura del Cassero – fa sapere il vice sindaco Simone Faggi, delega alle partecipate – Il tema è stato posto con forza a livello regionale: le società che gestiscono il ciclo dei rifiuti si stanno attivando per verificare fuori dalla Toscana la possibilità di accordi per smaltire in altre discariche. Non è un problema che riguarda solo Prato». Anche perché l’ora X della deassimilazione scatterà anche a Montemurlo dal 1° giugno e, dal 1° luglio, a Vaiano e Poggio a Caiano. Il passaggio al nuovo regime è rimandato al 2018 nei comuni di Campi Bisenzio e Montale che, pur essendo fuori provincia, fanno parte del bacino territoriale di Alia, il nuovo soggetto subentrato ad Asm, Quadrifoglio, Publiambiente e Cis di Montale nella gestione dei servizi ambientali, di cui fa parte anche Prato. Non è che le amministrazioni si siano svegliate da un giorno all’altro decidendo di passare alla deassimilazione. «Questo sistema responsabilizza l’azienda che deve provvedere in toto e, a spese proprie, al conferimento e allo smaltimento di quanto produce – puntualizza Faggi – La deassimilazione rimanda a una decisione politica risalente al 2012 che risponde a direttive europee ben precise sulla necessità di differenziare il più possibile la raccolta dei rifiuti. Un passaggio cruciale per il nostro territorio». Ma la carenza di impianti e la necessità di portare in discariche più lontane i rifiuti tessili sta facendo lievitare i costi per le imprese. «Prendiamo il tariffario di Programma Ambiente con cui abbiamo stipulato una convenzione: inizialmente era stato stabilito un prezzo a tonnellata di 170 euro salito poi 220 euro – fa notare Vignolini di Confartigianato – Non puntiamo il dito contro la deassimilazione perché sappiamo che porterà dei benefici a tante aziende con un risparmio sulla Tari. In Confartigianato abbiamo fatto una simulazione con un campione di trenta aziende che ci dimostra questo. Ma come si fa a far entrare a regime un sistema che s’appoggia solo su una discarica? ».
Maria Lardara
Maria Lardara
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