Il presidio
La predella di Daddi va a Firenze
L’opera verrà sottoposta ad indagini diagnostiche all’Opificio delle pietre dure
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PRATO. Lascia momentaneamente Palazzo Pretorio la predella con le “Storie della Sacra Cintola” di Bernardo Daddi. L’opera, che sarà al centro del prossimo allestimento del Museo, “Legati da una Cintola” in programma a settembre, è destinata all’Opificio delle pietre dure di Firenze dove resterà per circa una settimana per essere sottoposta ad alcune indagini diagnostiche propedeutiche alla mostra.
La predella del Daddi, pittore fiorentino allievo di Giotto, fu dipinta intorno al 1337 per la Pieve di Santo Stefano, l’odierno Duomo, e rappresenta non solo un piccolo capolavoro d’arte ma è una delle immagini più prestigiose di tutto il Trecento dedicate all’Assunta e al dono miracoloso della Cintola all’incredulo San Tommaso. La tavola racconta in sette quadri il viaggio della cintola e il suo approdo a Prato. Le scene, dal tono intimo e quotidiano, mostrano una notevole finezza esecutiva: sono attente alla descrizione degli ambienti e dell'abbigliamento e ricche di particolari gustosi.
La predella del Daddi, pittore fiorentino allievo di Giotto, fu dipinta intorno al 1337 per la Pieve di Santo Stefano, l’odierno Duomo, e rappresenta non solo un piccolo capolavoro d’arte ma è una delle immagini più prestigiose di tutto il Trecento dedicate all’Assunta e al dono miracoloso della Cintola all’incredulo San Tommaso. La tavola racconta in sette quadri il viaggio della cintola e il suo approdo a Prato. Le scene, dal tono intimo e quotidiano, mostrano una notevole finezza esecutiva: sono attente alla descrizione degli ambienti e dell'abbigliamento e ricche di particolari gustosi.
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