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Mancano gli impianti a norma e le tariffe schizzano in alto

Mancano gli impianti a norma e le tariffe schizzano in alto

PRATO. «Il problema della Eurofil non è solo di questa azienda purtroppo, c’è effettivamente in questo particolare momento una grossa difficoltà a smaltire i rifiuti speciali da scarto tessile»....

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PRATO. «Il problema della Eurofil non è solo di questa azienda purtroppo, c’è effettivamente in questo particolare momento una grossa difficoltà a smaltire i rifiuti speciali da scarto tessile». Parla Roberto Pagliocca, presidente di Programma Ambiente, che indica come prima causa di quello che sta avvenendo la chiusura della discarica del Cassero di Pistoia, ma in generale un’assenza di impianti adeguati per aree ad alta intensità di rifiuti speciali come Prato.
I rifiuti speciali, per legge, devono essere ritirati da aziende che non solo siano autorizzate ma che devono avere impianti adeguati di stoccaggio e un contratto attivo con discariche ugualmente autorizzate a ricevere tali rifiuti.
Nel mezzo si infila la burocrazia, ossia in questo caso la Regione che ha assorbito le funzioni operative delle Province e che da un momento all’altro si è trovata a dover gestire una situazione assolutamente non facile. Nel caso specifico, la provincia di Prato, già prima della Legge Delrio, era in ritardo nella concessione di autorizzazioni per lo stoccaggio dei rifiuti e tutto il trasferimento degli atti alla Regione, sembra aver complicato ancora di più le cose.
Intanto, almeno per quanto riguarda Programma Ambiente che è un’azienda pubblica, non si presenta il problema dello stoccaggio, ma quello di dover alzare il costo a chilogrammo dei rifiuti tessili ritirati. Motivo? Il trasporto dei rifiuti verso altre aree adeguate d’Italia e quando queste non possono più ricevere, andare addirittura Oltralpe. Proprio dal 24 maggio il costo di ritiro di un chilogrammo di rifiuti da scarto di produzione è stabilito alla cifra di 21 centesimi di euro. All’inizio anno il prezzo al chilo era di 17 centesimi, con un aumento del 23,5%. (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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