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Prato

“Balena Blu”, un caso segnalato anche a Prato 

“Balena Blu”, un caso segnalato anche a Prato 

La polizia postale indaga su una ragazzina “istigata al suicidio” via web attraverso il terribile gioco

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PRATO. Uno dei due casi più gravi di cui si sta occupando la Polizia postale, relativo al fenomeno del Bluewhale challenge, la cosiddetta "Balena blu", che si sta diffondendo in rete e nel quale i ragazzi vengono istigati ad atti di autolesionismo fino al suicidio, riguarderebbe Prato. L'altro è di Lucca. In tutto nell'ultima mese sono una decina i casi venuti alla luce. A darne notizia ieri è l'edizione fiorentina del quotidiano La Repubblica. Protagoniste di queste vicende sono due ragazzine, che sarebbero state contattate attraverso una chat da un misterioso tutor e invitate a partecipare alla sfida che consiste in cinquanta giorni nei quali si devono compiere determinate azioni pericolose. Entrambe le minorenni, quella di Prato e quella di Lucca, sarebbero state fermate in tempo, dopo essersi procurate alcuni segni sulle braccia che è solo uno dei primi stadi del terribile gioco di autolesionismo culminante col suicidio. I reati ipotizzati sono istigazione al suicidio, minacce e violenza privata. È comunque accertato che del caso della ragazzina non se ne sta occupando la procura di Prato, la quale non ha aperto alcun fasciscolo al riguardo.
C’è però uno stadio di massima attenzione sul problema generale del “Bluewhale”, soprattutto da parte dell’azienda sanitaria e di chi si occupa di psicologia e neuropsichiatria infantile e giovanile. Tanto che gli psicologici hanno chiesto un incontro con la procura per affrontare quello che, attualmente, è considerata un’emergenza prioritaria. Insomma, poco trapela sul caso specifico della ragazzina pratese, ma c’è la massima attenzione da parte degli operatori che, evidentemente, temono una pericolosa escalation del fenomeno tra i giovanissimi.
Occorre ricordare che sull'esistenza o meno del fenomeno Bluewhale non ci sono certezze. C'è chi parla apertamente di "fake news". Ovvero leggende metropolitane che si diffondono in rete senza riscontri concreti. Il fatto però che i casi si stanno moltiplicando dà una dimensione forse ancora più grave del fenomeno che, pur non facendo leva su organizzazioni e tutor, si auto-alimenterebbe pericolosamente sul web tra gli adolescenti. A Prato proprio nei giorni scorsi è nata l’iniziativa di una ragazza che ha diffuso una lista di cinquanta consigli per apprezzare e vivere meglio ogni giorno partendo dalle piccole cose come un abbraccio o un sorriso. E all'istituto Gramsci-Keynes si realizza, sullo stesso tema, un cortometraggio. (f.a.)

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