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LA SENTENZA
I pratesi battono la Popolare Dovrà restituire 2,2 milioni
PRATO. Una recente ordinanza del giudice civile Raffaella Brogi aiuta a capire il motivo per cui la Banca popolare di Vicenza abbia smosso mari e monti per convincere il maggior numero possibile di...
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PRATO. Una recente ordinanza del giudice civile Raffaella Brogi aiuta a capire il motivo per cui la Banca popolare di Vicenza abbia smosso mari e monti per convincere il maggior numero possibile di soci risparmiatori ad aderire alla proposta di transazione che prevedeva il rimborso di 9 euro per azione, a fronte di un prezzo nominale di 62,5 euro. L’ordinanza del giudice Brogi, depositata lo scorso 9 maggio, apre infatti nuove e interessanti prospettive per i soci della Banca popolare di Vicenza che hanno perso migliaia e in certi casi milioni di euro a causa del deprezzamento delle azioni, il cui valore è crollato da 62,5 euro a 48, poi a 6,30 e infine praticamente a zero, salvo coloro che hanno accettato la proposta di transazione a 9 euro rinunciando alle azioni legali.
Non hanno rinunciato a fare causa due imprenditori pratesi, Mirko e Fernando Buffini (quest’ultimo ex presidente del Tavola Calcio), che alla fine hanno avuto ragione e ora contano di recuperare la bellezza di 2 milioni e 230mila euro in forza dell'ordinanza del giudice.
Il 14 marzo 2014 i due imprenditori, all’epoca amministratori dell’immobiliare Italian Touch srl, ricevettero la proposta di acquisto di 40.000 azioni della BpVi al prezzo di due milioni e mezzo di euro con un rendimento del 3,40% a sei mesi, dunque più che vantaggioso, con la promessa che la banca avrebbe riacquistato le azioni entro il 30 settembre 2014, ma alla scadenza la Popolare non lo fece e garantì un rendimento del 3% chiedendo al cliente di mantenere le azioni in portafoglio fino al maggio 2015. Nel frattempo la situazione dei conti della Popolare è precipitata e i clienti, come migliaia di altri soci, si sono trovati con un pugno di mosche in mano.
La novità dell'ordinanza emessa dal giudice Brogi, una delle prime nel suo genere, è che è stata molto veloce e costituisce un titolo esecutivo per eventuali pignoramenti presso la banca. Il giudice dice in sostanza che è stata tradita la fiducia dei clienti e ordina la restituzione del capitale.
La sentenza è stata molto veloce perché è stato utilizzato lo strumento dell'articolo 702 bis del Codice di procedura penale, che consente al giudice di decidere sulla base degli atti, una sorta di rito abbreviato, quando è evidente che i diritti di una delle due parti sono stati calpestati.
Fernando Buffini spiega al telefono che ormai la cosa non riguarda più lui e il figlio: «Siamo usciti dalla società, che ora è amministrata da Claudia Cennamo».
Intanto ieri i vertici di BpVi hanno incontrato i rappresentanti sindacali e ne è uscito un altro nulla di fatto. I sindacati hanno fatto presente la preoccupazione riguardo all’intenzione dell’Unione europea di coinvolgere i privati nel risanamento di BpVi e Veneto Banca con un miliardo di euro. Le parti si rivedranno il 15 gennaio.(p.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non hanno rinunciato a fare causa due imprenditori pratesi, Mirko e Fernando Buffini (quest’ultimo ex presidente del Tavola Calcio), che alla fine hanno avuto ragione e ora contano di recuperare la bellezza di 2 milioni e 230mila euro in forza dell'ordinanza del giudice.
Il 14 marzo 2014 i due imprenditori, all’epoca amministratori dell’immobiliare Italian Touch srl, ricevettero la proposta di acquisto di 40.000 azioni della BpVi al prezzo di due milioni e mezzo di euro con un rendimento del 3,40% a sei mesi, dunque più che vantaggioso, con la promessa che la banca avrebbe riacquistato le azioni entro il 30 settembre 2014, ma alla scadenza la Popolare non lo fece e garantì un rendimento del 3% chiedendo al cliente di mantenere le azioni in portafoglio fino al maggio 2015. Nel frattempo la situazione dei conti della Popolare è precipitata e i clienti, come migliaia di altri soci, si sono trovati con un pugno di mosche in mano.
La novità dell'ordinanza emessa dal giudice Brogi, una delle prime nel suo genere, è che è stata molto veloce e costituisce un titolo esecutivo per eventuali pignoramenti presso la banca. Il giudice dice in sostanza che è stata tradita la fiducia dei clienti e ordina la restituzione del capitale.
La sentenza è stata molto veloce perché è stato utilizzato lo strumento dell'articolo 702 bis del Codice di procedura penale, che consente al giudice di decidere sulla base degli atti, una sorta di rito abbreviato, quando è evidente che i diritti di una delle due parti sono stati calpestati.
Fernando Buffini spiega al telefono che ormai la cosa non riguarda più lui e il figlio: «Siamo usciti dalla società, che ora è amministrata da Claudia Cennamo».
Intanto ieri i vertici di BpVi hanno incontrato i rappresentanti sindacali e ne è uscito un altro nulla di fatto. I sindacati hanno fatto presente la preoccupazione riguardo all’intenzione dell’Unione europea di coinvolgere i privati nel risanamento di BpVi e Veneto Banca con un miliardo di euro. Le parti si rivedranno il 15 gennaio.(p.n.)
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