Il Tirreno

Prato

Giovane cameriera denuncia una persecuzione a sfondo sessuale sul web - Video

di Paolo Nencioni
Agnese Pucci, la giovane cameriera che denuncia la persecuzione su Telegram
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Agnese Pucci, la giovane cameriera che denuncia la persecuzione su Telegram

Qualcuno ha associato il suo numero di telefono a immagini di donne nude su un canale del servizio di messaggistica Telegram: "Da quel giorno ricevo in continuazione chiamate di sconosciuti che mi fanno proposte oscene"

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PRATO. Una giovane cameriera di Carmignano, Agnese Pucci, ha pubblicato il 20 maggio un video sul suo profilo di Facebook nel quale denuncia di essere oggetto di una persecuzione a sfondo sessuale. Agnese, 21 anni, spiega di aver scoperto per caso, due settimane fa, che il suo nome e il suo numero di telefono sono stati condivisi su un canale di Telegram, un servizio di messaggistica istantanea simile a Whatsapp. Il canale si chiama Obitorio e il nome della cameriera è associato a foto di ragazze nude col chiaro intento di divulgare una sua falsa disponibilità ad avere rapporti sessuali con sconosciuti. Insomma, una moderna versione delle scritte che da sempre si trovano nei bagni delle stazioni di servizio. Solo che le conseguenze, com’è facile immaginare, sono estremamente sgradevoli.

IL VIDEO DI AGNESE PUCCI

“Da subito ho cominciato a ricevere messaggi e telefonate di sconosciuti che mi facevano proposte oscene – racconta Agnese al telefono – Ho presentato una denuncia alla polizia postale di Firenze, ma mi hanno detto che sarà molto difficile risalire a chi ha divulgato il mio numero di telefono e ha pubblicato quelle foto. Non capisco chi possa avergli dato il mio numero”. Ma c’è di più. Dopo la pubblicazione dello sfogo video sul suo profilo Facebook, che ha ottenuto già oltre 14.000 visualizzazioni, Agnese Pucci ha ricevuto un messaggio su Whatsapp inviato da una persona che sostiene di essere l’autore della condivisione su Telegram. Se vuoi che tolga il tuo numero e le informazioni sulla tua identità, questo il tenore del messaggio, mi devi mandare una tua foto a seno nudo col mio “nickname” il soprannome usato da alcuni utenti del web. “Io ovviamente non ho accettato – dice Agnese -  ma ora non so come fare per liberarmi da questa persecuzione”.

Alla giovane cameriera è arrivata anche una telefonata fatta usando la tecnologia VoIP, cioè sfruttando una connessione Internet non rintracciabile (il server sarebbe all’estero, forse in Canada) durante la quale ha potuto ascoltare la voce del ladro dei suoi dati sensibili, che sarebbe italiano. I contenuti pubblicati sul canale Obitorio e su un altro che si chiama Pornhub sono estremamente offensivi. In particolare si promette la visione di un filmato nel quale Agnese sarebbe stuprata in un bagno. Anche questo ha spinto la giovane a uscire allo scoperto denunciando l’episodio alla polizia e diffondendo un video nel quale chiede aiuto per rintracciare l’autore della persecuzione, un tizio che si nasconde dietro allo pseudonimo TheRealHaris. Nella breve introduzione Agnese si mette nei panni di Hannah Baker, la protagonista della serie televisiva americana “Tredici” che è coinvolta in vicende di bullismo e cyberbullismo e si suicida. “Tranquilli – chiarisce subito Agnese – Io non mi suiciderò, ma davvero potrei essere Hannah Baker, come tante ragazze potrebbero esserlo, perché Internet è un’arma a doppio taglio”.

“Il problema – aggiunge al telefono – è che gli amministratori di Telegram non si prendono la responsabilità di quello che viene pubblicato sui loro canali”. Un problema vecchio quanto il web, che in questi giorni sta coinvolgendo soprattutto Facebook per le polemiche sulla mancata cancellazione dei video che inneggiano all’Isis. In attesa che la polizia trovi una pista per risalire al ladro di identità, Agnese sarà costretta a cambiare il numero di telefono e forse anche il nome del suo profilo Facebook. Da come ne parla, si capisce che non ha paura delle conseguenze e non vuole atteggiarsi a martire. Quella che le è capitata è solo una grande rottura di scatole.

Dalla polizia postale di Firenze fanno sapere che i casi come quello di Agnese, classificati nella categoria dei sexting (l’invio di messaggi sessualmente espliciti), sono abbastanza numerosi. L’età media delle vittime è di solito adolescenziale, under 20, ma ci sono anche casi di persone adulte. Il consiglio è appunto di cambiare numero di telefono e rendersi difficilmente rintracciabili sul web, una condizione inaccettabile per molti giovani.

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