Il presidio
Voucher, mobilitazione della Cgil
Secondo il sindacato di piazza Mercatale un emendamento potrebbe ripristinarli
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. La Cgil si mobilità in vista dei rischio che i famigerati voucher usciti dalla porta rientrino dalla finestra.
«Oggi - scrivono i sindacati di piazza Mercatale - verrà presentato in Parlamento un emendamento sui voucher che, oltre le famiglie potrebbe riguardare anche le piccole imprese fino a 5 dipendenti. La Cgil di Prato ritiene gravissima l'eventualità che il governo attraverso un improprio emendamento al decreto legge n. 50/2017 attualmente in discussione in Parlamento, definisca una nuova normativa sul lavoro occasionale». «Le proposte in discussione, sulle quali mai si è realizzato un confronto con il sindacato e con la Cgil in particolare - proseguono - contravvenendo agli impegni formalmente e ripetutamente assunti dal governo prefigurerebbero il ritorno, con norme peggiori, ai voucher che Parlamento e governo hanno cancellato poche settimane fa, assumendo lettera e sostanza del quesito referendario proposto dalla Cgil». Per la Cgil «si sta cercando di far rientrare ciò che, con le nostre firme e la nostra iniziativa e mobilitazione, siamo riusciti a eliminare. Si tratta di un tentativo inqualificabile e inaccettabile - prosegue la Cgil - Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica che un governo e la sua maggioranza intervengono con un provvedimento legislativo opposto a quello emanato poco prima con il fine di evitare una prova referendaria. Questo configurerebbe una sostanziale violazione dell'articolo 75 della Costituzione e costituirebbe un atto irrispettoso nei confronti della Corte di Cassazione che si è appena pronunciata in proposito».
Se l’operazione dovesse andare in porto «la Cgil porrà in atto una ferma e coerente azione di contrasto, facendo sin da subito appello al presidente della Repubblica affinché intervenga, facendosi garante del rispetto della Costituzione e del diritto di voto da parte dei cittadini». Il direttivo nazionale della Cgil ha già dato mandato alla segreteria «in ragione delle eventuali decisioni parlamentari» di promuovere sia una petizione popolare per il rispetto dell'art. 75 della Costituzione, sia una manifestazione nazionale «alla quale chiamare a partecipare lavoratori, pensionati, cittadini e tutte le organizzazioni democratiche del Paese».
«Oggi - scrivono i sindacati di piazza Mercatale - verrà presentato in Parlamento un emendamento sui voucher che, oltre le famiglie potrebbe riguardare anche le piccole imprese fino a 5 dipendenti. La Cgil di Prato ritiene gravissima l'eventualità che il governo attraverso un improprio emendamento al decreto legge n. 50/2017 attualmente in discussione in Parlamento, definisca una nuova normativa sul lavoro occasionale». «Le proposte in discussione, sulle quali mai si è realizzato un confronto con il sindacato e con la Cgil in particolare - proseguono - contravvenendo agli impegni formalmente e ripetutamente assunti dal governo prefigurerebbero il ritorno, con norme peggiori, ai voucher che Parlamento e governo hanno cancellato poche settimane fa, assumendo lettera e sostanza del quesito referendario proposto dalla Cgil». Per la Cgil «si sta cercando di far rientrare ciò che, con le nostre firme e la nostra iniziativa e mobilitazione, siamo riusciti a eliminare. Si tratta di un tentativo inqualificabile e inaccettabile - prosegue la Cgil - Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica che un governo e la sua maggioranza intervengono con un provvedimento legislativo opposto a quello emanato poco prima con il fine di evitare una prova referendaria. Questo configurerebbe una sostanziale violazione dell'articolo 75 della Costituzione e costituirebbe un atto irrispettoso nei confronti della Corte di Cassazione che si è appena pronunciata in proposito».
Se l’operazione dovesse andare in porto «la Cgil porrà in atto una ferma e coerente azione di contrasto, facendo sin da subito appello al presidente della Repubblica affinché intervenga, facendosi garante del rispetto della Costituzione e del diritto di voto da parte dei cittadini». Il direttivo nazionale della Cgil ha già dato mandato alla segreteria «in ragione delle eventuali decisioni parlamentari» di promuovere sia una petizione popolare per il rispetto dell'art. 75 della Costituzione, sia una manifestazione nazionale «alla quale chiamare a partecipare lavoratori, pensionati, cittadini e tutte le organizzazioni democratiche del Paese».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
