Il Tirreno

Prato

Maxi-multa, il Comune studia nuove regole

La signora Floriana Passini col pacco di multe(foto Batavia)
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La signora Floriana Passini col pacco di multe(foto Batavia)

Prato, nuova udienza sul caso della donna che ha ricevuto 174 multe. Il legale: «In Comune devono ammettere l’errore»

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PRATO. Si è svolto venerdì 26, di fronte al giudice di pace, una nuova udienza sulla vicenda della residente nel centro storico, Floriana Passini, a cui sono stati recapitate 174 multe per essere entrata in centro storico dopo la scadenza (di cui non si era accorta) del proprio permesso accesso alla ZTL. La causa è stata aggiornata al 20 ottobre e, al momento, la giudice Donatini ha sospeso qualsiasi pagamento da parte della donna, che dovrebbe pagare quasi 20.000 euro.

L’udienza di ieri è servita al Comune per le conclusioni già formulate nell’ultima udienza del 12 maggio: respingere il ricorso della donna annullando l’ordinanza del prefetto, che limitava la sanzione ad un’unica violazione aumentata del triplo. Una posizione fortemente stigmatizzata dal difensore della donna, l’avvocato Gerardo Gavera, secondo il quale «il Comune ha perduro una clamorosa occasione per dimostrarsi amministrazione moderna al servizio dei cittadini».

In Comune, però, precisano che è stata propria la donna, attraverso il suo legale, a voler rinunciare allo “sgravio” previsto nell’ordinanza del prefetto, che invece era stato accolto in un caso analogo capitato qualche anno fa ad un farmacista del centro. Il sindaco Biffoni e l’assessore Alessi hanno appreso solo di recente di questo caso e la giunta ha da tempo stanno verificando soluzioni diverse nella fase di rinnovo dei permessi di accesso al centro storico, venendo incontro ai residenti. In Comune ricordano anche il servizio, attivo dal 2015, grazie al quale, tramite un sms o una e-mail, è possibile essere avvisati della scadenza del proprio permesso di accesso o di sosta. Basta inviare un messaggio al 339 9941023.

Già il fatto che codice della strada, regolamenti interni e ordinanze del prefetto vadano ciascuno per conto proprio, la dice lunga sulla necessità di mettere ordine in questa materia, magari distinguendo fra una semplice dimenticanza e una volontà “dolosa” di non pagare il rinnovo del permesso. «Sarebbe importante che il Comune ammettesse l’errore, in secondo luogo che mettesse mano all’organizzazione di questa materia» ribadisce l’avvocato Cavera.

Che poi spiega di essersi inizialmente opposto all’ordinanza prefettizia perché, anche con l’unica sanzione di 97 euro triplicata, «con gli oneri accessori disposti dalla Prefettura, si sarebbe arrivati alla ragguardevole cifra di quasi 2.000 euro».

L’obiettivo della difesa è invece quello di far pagare alla donna solo i 15 euro, cioè il costo della rinnovo del permesso per entrare in ztl. «Il discrimine è proprio nel presupposto delle contestazioni elevate – prosegue Cavera – e costituito dall'assurdo effetto che il Comune di Prato fa discendere dal mancato tempestivo rinnovo del permesso di accesso alla Ztl. Il Comune infatti ha erogato le sanzioni come se la signora avesse perduto il diritto a entrare nella Ztl per raggiungere la sua abitazione. La signora i non ha perso alcuno dei requisiti per entrare in centro: ha continuato a risiedere nella stessa abitazione e ha continuato a essere proprietaria del proprio veicolo autorizzato all'accesso».

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