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Prato

Stretta nelle riscossioni con le ingiunzioni-lampo 

Stretta nelle riscossioni con le ingiunzioni-lampo 

Bilancio comunale, sono buoni i numeri del consuntivo 2016: incrementati i servizi e tagliata la spesa per la gestione complessiva. Segno più nella fatturazione Tari

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PRATO. Obiettivo: aumentare la riscossione dei tributi che faticano ad essere pagati. Come chiedono i sindaci revisori che hanno dato parere favorevole agli equilibri del bilancio consuntivo 2016, «ma soprattutto – dice Monia Faltoni, assessore al Bilancio – per mettere in campo tutte quelle misure che portino, nel tempo, a un contenimento effettivo del disavanzo». Ovvero, quella quota di crediti in sofferenza, parte dei quali il Comune difficilmente recupererà e che, come nel caso dell’ultimo pronunciamento della Corte dei Conti, alla fine costringono a correttivi delle manovra difficili e pesanti. I numeri sono importanti: 107 milioni di multe, tributi, tariffe non pagate nel corso degli anni, calmierati da un fondo accantonato di 75 milioni. Che non basta: mancano, appunto, quei 31 milioni che vanno a comporre l’ammontare del disavanzo.
Quindi, bisogna correre ai ripari. «La prima mossa che abbiamo messo in campo – spiega Faltoni – è quella di accorciare i tempi della riscossione, inviando subito l’ingiunzione di pagamento e saltano i due avvisi bonari che precedevano l’atto ingiuntivo». In precedenza i tempi medi per riscuotere una fattura non pagata erano di cinque anni. «Oggi – prosegue l’assessore – puntiamo a farlo in tre». L’anno successivo al mancato pagamenti viene inviata l’ingiunzione «che però non è gravata – spiega il ragioniera capo Davide Zenti – né da interessi, né da spese». Se anche l’ingiunzione viene ignorata, iniziano gli atti coattivi: pignoramento eccetera. «Si tratta di una scommessa – prosegue Zenti – i cui frutti si vedranno nei prossimi anni».
La seconda mossa per accelerare la riscossione riguarda, in particolare, la Tari, la tassa sui rifiuti, tra le più onerose, certamente la più evasa: «In questo caso, in sinergia prima con Asm oggi con Alia (la nuova società d’area vasta per la raccolta e lo smaltimento ndr) – precisa Faltoni – abbiamo fatto un grosso sforzo per individuare quelle utenze, in particolare aziende, che prima sfuggivano al censimento». Il risultato c’è stato: la fatturazione complessiva è passata da poco più di 45 milioni del 2015 ai 46 milioni 314. 000 di euro del 2016. «Con il combinato disposto tra l’accelerazione della riscossione e il numero crescente di utenti cui mandare la fattura – dice Faltoni – speriamo di ottenere buoni risultati». La percentuale assolutamente da migliorare è quella relativa al misero 12% di riscossioni previste sulle partite difficile di vecchia data mentre per le fattura recenti la percentuale è al 70% «con l’obiettivo di arrivare al 78».
«Tutti gli indicatori affermano che negli ultimi tre anni il bilancio del Comune di Prato ha imboccato un trend di forte risanamento – è il giudizio di Faltoni – un fatto polito importante nel valutare l’attività amministrative a metà mandato».
Il disavanzo è in calo: dai 36 milioni del 2014 ai 31 e 500. 000 del 2016; la spesa corrente è aumentata di circa 5 milioni e mezzo ma perché sono stati incrementati (il dato di riferisce al triennio 2014-2016) i servizi: sicurezza +11%, sociale + 8, 64%, scuola +4, 2% e uno 0, 50% in più su politiche giovanili, sport e tempo libero. Parallelamente è calata la spesa per la gestione dell’ente – 36, 68% e grazie all’eliminazione delle anticipazioni di tesoreria di Cassa depositi e prestiti (zero nel 2016) sono stati recuperato 254.000 euro di interessi passavi. L’indebitamento è calato (2007-2016) da 136 milioni agli attuali 90; il fondo cassa è pingue: 27 milioni nel 2016, oltre 18 attualmente ma con i pagamenti dei fornitori e di chi lavora per il Comune velocissimi: solo 34 giorni.
Cristina Orsini

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