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La Lilt pratese compie trent’anni
Settemila soci per l’associazione contro i tumori presieduta da Roberto Benelli. Per il trentennale una borsa di studio riservata agli studenti di Buzzi, Copernico, Gramsci-Keynes e San Niccolò
PRATO. «Trent’anni e 7.000 soci, ma ancora tanto da fare». Nel 2017 lasezione pratese della Lilt festeggia l’importante anniversario il sabato 27 maggio con un evento a cui parteciperà il prof. Francesco Schittulli, presidente nazionale della Lega italiana per la lotta contro i tumori. Nel frattempo ecco una breve intervista al presidente della sezione pratese, dottor Roberto Benelli.
Un primo giudizio sulla vostra attività in questi 30 anni. «Impossibile ricordare tutte le iniziative. Le grandi idee e le altrettanto grandi iniziative nascono e vanno avanti da sole, basta pensarle, sognarle ed impegnarsi nella loro realizzazione. È quello che è accaduto per la Lilt di Prato in questo trentennio. Da una struttura “paraospedaliera” in cui si raccoglievano i fondi che servivano a potenziare le attrezzature dell'ospedale».
Un po’ di storia?
«Siamo una sezione di un ente pubblico nazionale su base associativa nato circa cento anni fa, con la specifica finalità di promuovere la prevenzione del cancro, quando ancora non esistevano realtà atte allo scopo. La lungimiranza dei presidenti che si sono succeduti negli anni alla guida di questa istituzione ne hanno fatto una realtà ben funzionante, naturalmente con tutti i limiti legati al tempo in cui viviamo, sostenuta dalla città e dai suoi cittadini e che la città e i suoi cittadini vogliono e sostengono».
Come risponde la città?
«Basti pensare al numero dei soci Lilt che ha già superato quota 7.000, mentre sono 1.300 coloro che hanno destinato il 5 per mille alla Lilt pratese». Il dato riguarda l’anno 2014, l’ultimo disponibile, dove la Lilt era in testa alla classifica delle associazioni.
Quali saranno i nuovi scenari che ci troveremo davanti in una società divenuta multietnica e con minori risorse economiche?
«Dobbiamo impegnarci nella prevenzione in città e nelle scuole, la diffusione della conoscenza oncologica, la diagnosi precoce, ma anche il collegamento con centri ospedalieri ed universitari idonei a risolvere i problemi emersi durante gli accertamenti diagnostici in tempi rapidi, il “follow up” dei casi trattati per patologie oncologiche, ma anche l'assistenza psicologica e la creazione di un centro di ascolto per i pazienti e per i loro familiari».
Cosa avete organizzato per il trentennale?
«Abbiamo istituito una borsa di studio per studenti di 4 istituti cittadini (liceo scientifico Copernico, Gramsci Keynes, Buzzi, liceo scientifico S.Niccolò) che collaborano da anni con noi. I giovani studenti hanno sviluppato il tema che ha per oggetto il titolo “La prevenzione oncologica nella sociètà che cambia”. I premi verranno assegnati domani quando verrà distribuita la pubblicazione “BenEssere Lilt”, sottotitolata “la prevenzione oncologica nella società che cambia”. Quale sarà il futuro della Lilt pratese? «Il nostro “sogno” di oggi è poter espandere questa moderna struttura ai piani superiori dell'attuale edificio di via G. Catani per poter ampliare le attività sanitarie e scientifiche al servizio della città».
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