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Teatro di burattini unisce ragazzi disabili e non 

Teatro di burattini unisce ragazzi disabili e non 

PRATO. È un elogio dell’imperfezione e della fragilità “Enea: ieri, oggi”, lo spettacolo di burattini che andrà in scena nell’auditorium del Gramsci-Keynes alle 10 di venerdì 26 maggio. La...

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PRATO. È un elogio dell’imperfezione e della fragilità “Enea: ieri, oggi”, lo spettacolo di burattini che andrà in scena nell’auditorium del Gramsci-Keynes alle 10 di venerdì 26 maggio. La rappresentazione è il risultato di un progetto di inclusione che si è articolato lungo il corso dell’anno scolastico ed ha visto partecipare fianco a fianco ragazzi diversamente abili e normodotati. Cinquanta in tutto gli studenti coinvolti, una quarantina di alunni di due classi del liceo sportivo e della IV BL del liceo scientifico e dieci studenti con disabilità che frequentano l’istituto. I ragazzi hanno preso parte a sei diversi laboratori - psicomotricità, scenografia, costruzione di burattini, sceneggiatura, pittura e musicale - che hanno dato vita poi ad un vero e proprio spettacolo teatrale.
«La meta all’inizio dell’anno sembrava solo un sogno - ha spiegato la professoressa Chiara Aiazzi, promotrice del progetto insieme ad altri docenti, tra cui Filippo Masi -. Di fronte a questi ragazzi ci siamo chiesti che cosa potevamo fare e tra arrendersi di fronte alla difficoltà della loro situazione e sperimentare qualcosa di nuovo, per adeguarci al loro modo di imparare, abbiamo scelto la seconda soluzione». È nata così la “BandEneide”, il gruppo di studenti, insegnanti ed educatori che ha creato lo spettacolo e che, tra colla, pennelli, pittura e testi teatrali, ha avvicinato i mondi dei ragazzi disabili e non, valorizzando le specificità di ognuno. «È un modo di fare scuola all’insegna dell’inclusione, dell’accoglienza e del rispetto della diversità - ha commentato la dirigente scolastica Grazia Maria Tempesti -, che si contrappone un po’ a quello che valorizza solo le eccellenze. Per una volta sono i più fragili ad essere protagonisti». E proprio di fragilità e di inclusione parla lo spettacolo, che mette in parallelo la storia dell’Eneide con quella dei migranti che arrivano nei porti di un Paese straniero come il nostro. (f.p.)

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