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Prato

Bilancio in bilico, 17 milioni da trovare  

Il ragioniere capo Davide Zenti e l'assessora Monia Faltoni
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Il ragioniere capo Davide Zenti e l'assessora Monia Faltoni

Le conseguenze del pronunciamento della Corte dei conti discusse in una commissione-fiume in Comune  

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PRATO. Rischiano di andare in rosso i Conti del Comune, con conseguente necessità di reperire velocemente, una sostanziosa manciata di milioni nei prossimi tre anni oppure no? Una domanda alla quale hanno tentato di dare una risposta l’assessore al bilancio Monia Faltoni e il ragioniere capo Davide Zenti, ai componenti della commissione bilancio in una riunione-fiume, durata quasi quattro ore e alla quale hanno partecipato anche i tre sindaci revisori che nella relazione presentata hanno dato parere positivo al bilancio consuntivo 2016.
«Giudizio favorevole - ha precisato il presidente Marco Menicagli - ma con l’incognita delle conseguenze che comporterà il pronunciamento definitivo della Corte dei Conti».

Ecco, il problema sta lì, nella richiesta recapitata a metà dell’aprile scorso, di rivedere i conteggi con i quali, ormai dal 2015, il Comune di Prato, entrato nel 2012 nel pool delle amministrazioni che hanno sperimentato quella nuova formula di calcolare i bilanci che si chiama armonizzazione, ripaga poco per volta, quasi si trattasse di un mutuo molto oneroso, quella montagna di crediti che mai e poi mai verranno riscossi (mancati pagamenti di tributi e multe, tra tutti), che fino all’armonizzazione, appunto, hanno gonfiato artatamente i numeri del bilanci trasformandoli da poveri in ricchi. Crediti inesigibili, coperti, però da un fondo svalutazioni che mette al sicuro contro il rischio default ma che secondo i magistrati contabili, per quanto concerne il Comune di Prato, è sottostimato.

Di che numeri si parla è presto detto. Si tratta di almeno 30 milioni di euro di crediti inesigibili, secondo la Corte dei conti, disavanzo già emerso nel consuntivo del Comune del maggio 2015 (la cifra era maggiore, pari, a 36 milioni), e sui quali è stato approvato, sempre nel 2015, un piano di rientro trentennale (fino al 2042) con una rata da poco più di un milione 900.000 mila euro l’anno. La Corte dei conti, semplificando, non è d’accordo sul tipo di rateizzazione messa in atto dal Comune.

Andando a riguardare i numeri, sui quei 30 milioni di disavanzo ha ritenuto crediti inesigibili straordinari (il cumulo di partite non riscosse di vecchia data) una quota pari a poco più di 12 milioni per i quali la copertura è consentita effettivamente in 30 anni, e quelli sopraggiunti, più recenti (disavanzo ordinario), pari a una quota di circa 17 milioni da rateizzare però in soli tre anni. Il Comune, quindi, se le controdeduzione inviate nei giorni scorsi non verranno accettate dai magistrati contabili, al netto di una deroga che però non potrà essere più lunga di un paio di mesi, potrebbe trovarsi a dover reperire in fretta e furia 17 milioni da spalmare sui bilanci dei prossimi tre anni, (poco più di 5 milioni 600.000 l’anno da qui al 2019).
Non poco. «Ma non si tratta nemmeno di una situazione - ha sottolineato l’assessore Faltoni - che possa provocare disequilibri non affrontabili».

E se Zenti ha fatto presente che i numeri potrebbero cambiare a secondo di una diversa interpretazione dell’ammontare del disavanzo straordinario (pari a 22 milioni e 8 di ordinario) e sulla base di decreto legge chiesto da Anci proprio per venire incontro alle difficoltà nelle quali si trovano i Comuni per i quali l’obbligo di ripulire i bilanci è scattato dal 2015, è stata Silvia La Vita del Movimento 5 Stelle, ad accusare l’amministrazione di poca trasparenza - «avremmo voluto - ha detto - che l’assessore comunicasse al consiglio la situazione reale dei conti di Bilancio» - e di aver commesso errori «che potrebbero avere conseguenze anche sui cittadini. Vorrei sapere - ha concluso - dove li troverà il Comune i 17 milioni con i quali dovrà correggere il bilancio».


Per Alessandro Giugni, consigliere di Forza Italia in procinto di aderire al movimento di Stefano Parisi, Energia per l’Italia, consigliere durante l’amministrazione Cenni quando Prato avviò la sperimentazione sull’armonizzazione, «si devono evitare strumentalizzazioni politiche su una questione che nasce, invece, da una volontà virtuosa di ripulire i bilanci e renderli più veritieri. Non siamo di fronte a un disavanzo creato da una mala gestione, ma a operazioni che hanno portato i conti a rispecchiare la vera situazione finanziaria dell’ente»
 

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