Rapporti sessuali con una tredicenne: condannato un venticinquenne
Sette anni di reclusione a un giovane pachistano che in aula si scusa: "Eravamo fidanzati e lei era d'accordo". Messaggi minatori alla madre della ragazzina
PRATO. Un pachistano di 25 anni, Sana Ur Rehman Aziz, è stato condannato a sette anni di reclusione per aver avuto rapporti sessuali consenzienti con una ragazza italiana che all'epoca dei fatti, tra l'estate e l'ottobre 2015, non aveva ancora compiuto 14 anni. Aziz, difeso dall'avvocato Alberto Catalano del foro di Perugia, è comparso oggi, 22 maggio, davanti al collegio presieduto dal giudice Silvio De Luca e, dopo aver ammesso gli addebiti, si è scusato ribadendo che si è trattato di atti consenzienti. Che però sono puniti dal Codice penale se compiuti con chi non ha ancora 14 anni.
Aziz fu arrestato l'8 luglio 2016 dalla squadra mobile di polizia al suo rientro in Italia dopo un breve soggiorno in Pakistan. A suo carico c'erano le dichiarazioni della ragazza, che dice di aver avuto con lui tutti i tipi di rapporti sessuali, in molti casi ripresi col telefono cellulare dell'imputato. In un caso, nel luglio 2015, anche in un parco pubblico (le immagini sono state allegati agli atti). A un certo punto, è emerso nel processo, Aziz pensò anche di portare la fidanzatina in Pakistan e prese un treno con lei diretto a Roma, ma poi fu convinto dal fratello a lasciar perdere.
Ad aggravare la sua posizione c'è il fatto che, una volta allontanato dalla ragazza, ha inviato numerosi messaggi di minacce alla madre con fotografie che lo ritraevano mentre imbracciava un fucile mitragliatore, o di ragazzi pachistani armati di fucili. Il giudice ha disposto anche un risarcimento provvisionale di 9.000 euro alla famiglia della ragazza e l'espulsione immediata del giovane pachistano una volta espiata la pena.
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