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Prato

Docenti in fuga, il preside al contrattacco 

Docenti in fuga, il preside al contrattacco 

Di Carlo (Cicognini-Rodari) respinge le accuse del gruppo di genitori che hanno chiesto un’ispezione 

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PRATO. Genitori disinformati e docenti distratti. Questo il senso di una lunga replica che il dirigente scolastico dell’Istituto Cicognini-Rodari, Mario Di Carlo, ha diffuso in risposta a un articolo comparso venerdì che dava conto delle lamentele di un gruppo di genitori che hanno chiesto un’ispezione all’Ufficio scolastico regionale segnalando un alto numero di richieste di trasferimento di docenti. Non è vero, scrive Di Carlo, che l’anno scorso ci sono state 5 richieste di trasferimento, sono state solo tre. Quest’anno sono effettivamente 9, ma circa la metà sono legate a motivi personali, mentre le restanti sono senza una motivazione precisa. Secondo il dirigente scolastico, nel corso di un incontro organizzato l’11 maggio i genitori non hanno voluto ascoltare le sue ragioni. Quanto ai docenti, nell’incontro è emersa la “logica separatista” di chi insegna nell’indirizzo classico rispetto a chi insegna nell’altro indirizzo. Di Carlo ricorda di aver organizzato diversi incontri didattici che avrebbero dovuto interessare i prof del Classico e ai quali invece “la presenza di tali docenti si è limitata a poche unità o in alcuni casi a nessuna”. Anche il Comitato dei genitori ha avuto una vita effimera. Quanto al presunto abbassamento del livello del Liceo classico per un presunto blocco di scambi e viaggi d’istruzione, Di Carlo chiarisce che lo scambio con l’Australia non è stato da lui osteggiato, ma nel 2016 ha riguardato 8 studenti (a fronte di 350 iscritti) con un costo di 4.100 euro per ogni famiglia. Il dirigente scolastico rivendica invece di aver inviato una circolare nella quale aveva chiarito che non avrebbe autorizzato viaggi d’istruzione con mezzi aerei a causa degli ultimi attentati terroristici, che non garantivano più la sicurezza di studenti e insegnanti. Sull’organizzazione didattica, Di Carlo ribadisce che nell’assegnare i docenti alle classi continuerà a privilegiare l’interesse pedagogico-didattico degli studenti rispetto a qualsiasi esigenza o aspirazione dei singoli docenti. In conclusione il preside rigetta “fermamente qualunque addebito o accusa poiché non ci sono elementi probanti che suffraghino gli stessi, sottolineando invece che negli anni di dirigenza presso questa istituzione scolastica, l’indirizzo Classico ha avuto un incremento di iscrizioni, grazie a un’attenta strategia di orientamento di cui si sono presi cura egregiamente alcuni docenti in collaborazione col dirigente scolastico”.

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