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Toscana leader nel farmaceutico con 11.000 addetti e 1,2 miliardi di export
Firenze, Lucca, Siena e Pisa sono tra le prime 20 province del settore in Italia, con 15 stabilimenti produttivi e 9 imprese con centri di Ricerca. Tutti i numeri di Farmindustria nel convegno organizzato con Kedrion e Menarini
LUCCA. Firenze, Lucca, Siena, Pisa: i fiori all’occhiello del settore farmaceutico in Toscana. Con 11mila occupati totali nella Regione tra quelli diretti (6.500, dei quali 850 ricercatori) e nell’indotto (4.500). Firenze è la prima provincia, con circa 3.000 addetti ed è sede di importanti imprese del farmaco che producono medicinali destinati ai mercati internazionali. Lucca, con oltre 850 addetti, è un polo internazionale per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di emoderivati. Siena, con più di 2.200 occupati, è un importante centro di ricerca e produzione di vaccini esportati in tutto il mondo. E anche Pisa è sede di importanti centri produttivi che vendono all’estero circa il 50% dell’export hi tech della provincia. Quattro province farmaceutiche che sono tra le prime 20 in Italia, con 15 stabilimenti produttivi e 9 imprese con centri di Ricerca.
Le aziende toscane esportano 1,2 miliardi, oltre il 60% della loro produzione che è di circa 2 miliardi. Un export triplicato dal 2000 ad oggi. Non solo. L’incidenza delle esportazioni farmaceutiche sul totale hi tech della regione è pari al 64%. E ancora: la Toscana è la terza regione in Italia per addetti nella R&S e quarta per investimenti in R&S (250 milioni). È nella top 10 dei poli hi tech in Italia. Può contare su imprese del farmaco fortemente specializzate nella ricerca: i ricercatori sono il 13% degli addetti, più che nella media del settore (10%) e di tutta l’economia (1%). Senza dimenticare che si conferma la terza regione biotech nel Paese, con 8 centri di ricerca e 7 impianti di produzione.
Risultati raggiunti grazie al grande contributo di alcune tra le più importanti imprese a capitale italiano, ai primi posti per investimenti e per internazionalizzazione tra le imprese nazionali di tutti i settori manifatturieri. E delle imprese estere per le quali l’Italia è un vero e proprio hub: con 30 miliardi di produzione l’Italia è seconda nell’Unione Europea, dopo la sola Germania. I dati sono stati presentati nel corso del roadshow di Farmindustria Innovazione e Produzione di Valore nello stabilimento di Kedrion Biopharma di Gallicano dove, insieme con Menarini, si è svolto un focus sulle eccellenze farmaceutiche della Regione. “Innovazione e Produzione di valore” è un percorso iniziato cinque anni fa proprio dalla Toscana. E oggi ritorna in questa Regione dopo aver toccato anche Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Puglia, Abruzzo, Marche, Toscana, Campania e Lombardia.
"La Toscana farmaceutica – ha dichiarato Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria – così come altre regioni, è la dimostrazione della forza dell’italianità, a prescindere dalla nazionalità del capitale, che il mondo ci invidia. Piccole, medie, grandi imprese, nazionali e internazionali, competono con successo innovando, producendo ed esportando. Un’industria che costituisce oggi un asset strategico su cui puntare grazie: alla qualità dei nostri ricercatori e delle Università; alla crescente collaborazione tra pubblico e privato, alla R&S ormai basata su un modello open innovation; a start up innovative; al coraggio delle imprese del farmaco che continuano a investire. In questi anni regole stabili e prospettive di sviluppo hanno permesso all’Italia di diventare un hub della produzione e in futuro con ogni probabilità un hub della ricerca".
"Risultati – ha concluso Scaccabarozzi – che vanno difesi con determinazione e che per essere consolidati hanno bisogno di una nuova governance farmaceutica. Solo così si potrà continuare a garantire un equo accesso alle cure, ad attrarre gli investimenti e ad assicurare la sostenibilità del sistema.”
I NUMERI DELL'INDUSTRIA FARMACEUTICA IN ITALIA
Quasi 200 aziende, 64.000 addetti (90% laureati o diplomati), 6.200 ricercatori, 2,7 miliardi di investimenti nel 2016 (1,5 in R&S e 1,2 in produzione). E poi 30 miliardi di euro di produzione, il 71% destinato all’export (21 miliardi). Numeri che testimoniano i successi dell’industria farmaceutica nel nostro Paese. Che è al secondo posto, e aspira a salire sul gradino più alto del podio, in Europa, dietro la sola Germania, per valore assoluto della produzione. Ma è già al primo per produzione procapite. Tra i grandi Paesi europei l’Italia rappresenta il 25% della produzione totale e il 19% del mercato. E dal 2010 al 2016 l’export farmaceutico, con un incremento del 52%, è cresciuto più di tutti i big europei. Con un aumento anche del valore innovativo di farmaci e vaccini prodotti nel Paese. Senza dimenticare il segno + dell’occupazione nel 2016: +1% in generale, con punte del +1,5% in produzione e ricerca. Proprio la qualità delle Risorse umane rappresenta il primo fattore di competitività dell’Italia. Con una percentuale di impiego femminile che supera abbondantemente il 40% e nella R&S supera il 50%.
L’industria farmaceutica, già 4.0, è poi all’avanguardia nella digitalizzazione dei processi produttivi e di organizzazione aziendale. E in misura crescente big data e nuove tecnologie accompagneranno le innovazione farmaceutiche per modelli di cura sempre più efficaci. A livello globale uno tsunami positivo è in arrivo: circa 15.000 farmaci nella pipeline mondiale della ricerca, oltre 7.000 in fase clinica, di cui il 40% sono farmaci biotech e il 70% first in class (cioè capostipiti di nuove categorie terapeutiche). E riguardano importanti aree: oncologia, neurologia, patologie infettive, malattie metaboliche, patologie muscolo-scheletriche.
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