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Prato

Giudice di pace: «Più lavoro meno soldi» 

Giudice di pace: «Più lavoro meno soldi» 

I magistrati onorari incrociano le braccia: «Con la riforma diventeremo schiavi dei togati» 

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PRATO. Lavorerete di più e sarete pagati meno. Di fronte a questa proposta era prevedibile che i giudici di pace si arrabbiassero e incrociassero le braccia.
Da lunedì scorso, e fino all’11 giugno, si asterranno dal deposito delle sentenze e dall’emissione dei decreti ingiuntivi, mentre la cancelleria del giudice, che a Prato è in viale della Repubblica, rimarrà aperta per consentire, per esempio, a chi vuole fare ricorso contro una multa di farlo entro i termini.
«L’ultimo decreto attuativo della legge delega di riforma della giustizia - spiega Emanuele Calabrese, coordinatore dei giudici di pace di Prato - ha stabilito che dal 2020 avremo una retribuzione lorda annua di 16.410 euro, oltre a un’indennità tra il 15% e il 30% se raggiungeremo determinati obbiettivi. Secondo i nostri calcoli staremmo comunque sotto i mille euro netti mensili».
Una bella sforbiciata per chi attualmente, grazie al sistema che prevede 258 euro mensili lordi, più il rimborso per ogni udienza, più 56 euro lordi per ogni sentenza, tanto che molti portano a casa tra i 2.000 e i 3.000 euro al mese.
Ma c’è dell’altro. «Sì, perché contemporaneamente aumenteranno le nostre competenze - dice Calabrese - Ora trattiamo cause fino a 5.000 euro di valore, in futuro fino a 30.000 (50.000 euro per l’infortunistica) oltre alla materia condominiale e alle esecuzioni mobiliari. Alla fine sarà circa il 70% del contenzioso. È una legge fatta per i poteri forti, diventeremo schiavi dei giudici togati. Alcuni di noi potranno essere assegnati ai giudici togati e saremo chiamati a scrivere le minute delle sentenze, anche di cause milionarie, salvo poi farsi da parte e lasciare che il togato ci metta la firma».
Insomma, i giudici di pace, ma anche i vice procuratori onorari, che confluiranno tutti nell’unica figura del Got (giudice onorario di pace) si sentono un po’ come i precari della scuola, sempre sul punto di essere sistemati ed eternamente senza un posto fisso.
A Prato gli uffici di viale della Repubblica 241 possono contare su quattro giudici, due funzionari, quattro cancellieri e un assistente. «Per il carico di cause che abbiamo ce la facciamo - prosegue Calabrese - Anzi, siamo più efficienti del Tribunale. Il nostro contenzioso civile si esaurisce in media in 300 giorni, quello del Tribunale in 700». E forse è proprio per questo che il governo ha deciso di mettere mano alle nuove norme: caricandoli di lavoro, i giudici di pace allungheranno i tempi e si rimetteranno in media con gli altri...
Paolo Nencioni

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