Il presidio
L’abbandono scolastico resta da record
Prato, anche se la percentuale è calata al 16,2% resta lontano l’obiettivo del 10%, media europea, da raggiungere entro il 2020
PRATO. Se la scuola del nostro territorio gode di buona salute, questo lo può dire il rapporto 2016 dell’Osservatorio Scolastico Provinciale. Come ogni anno, si è riconfermato il lavoro di sinergia tra Provincia di Prato e la Fil s.r.l. (Istruzione Formazione Lavoro), che hanno raccolto i risultati e i dati di un anno di studi e ricerche sull’andamento della scuola pratese.
Le tematiche affrontate e presentate al palazzo Banci Buonamici ieri sono diverse e coinvolgono tutte le scuole della provincia, dall’infanzia alle superiori, fatta eccezione degli asili nidi. «Il lavoro svolto dall’Osservatorio è fondamentale- afferma il sindaco Matteo Biffoni- è importante perché esamina a fondo e in modo preciso la scuola di Prato, per il nostro territorio, per la scuola, per capire la tendenza del lavoro e i servizi su cui puntare per dare un’offerta migliore. Ci saranno anche le riaperture delle nuove scuole ristrutturate a Ponzano, Galcetello, Casale, Cafaggio e Montale».
Riguardo al futuro di questo Osservatorio, con la scomparsa della Provincie, «a breve la competenza provinciale degli osservatori passera nelle mani della Regione- afferma Mariagrazia Ciambellotti assessore alla pubblica istruzione- che uniformerà e standardizzerà i lavori, ma il nostro auspicio è quello che riesca a mantenere uno sguardo sulla realtà territoriale in cui sono calati, soprattutto la nostra di Prato, la quale ha sviluppato una eccellenza particolare nel tempo».
Abbandono scolastico. Per la scuola di di Prato l’abbandono scolastico rimane uno dei problemi più grossi da affrontare, nonostante il calo di questo anno, risultante essere il 16,2%, rimane sempre altro rispetto alla media europea da raggiungere nel 2020 del 10%. Prato tra le provincie italiane è quella più alta (la media regionale è di 13,4% e quella nazionale di 14,7%. Il fenomeno riguarda i ragazzi tra i 18 e i 34 anni, i quali non arrivano al diploma e hanno solo la licenza media.
La popolazione scolastica. Gli studenti complessivi del territorio sono 38.000 mila e sono studenti di ogni grado e ordine nell’anno scolastico in corso 2016-2017. Questo numero comprende la scuola dell’infanzia con 6.418 alunni, la scuola primaria con 12.798 alunni, la scuola secondaria di primo grado che conta 7.883 alunni, e la scuola secondaria di secondo grado con 10.599 alunni. Si aggiungono anche gli studenti iscritti ai corsi di Cpia (Centro Provinciale di Istruzione per Adulti) che ammontano a 74 iscritti di cui 38 minori, i corsi serali e anche la sezione carceraria presso la Casa Circondariale. La fotografia degli ultimi anni della popolazione scolastica rileva un aumento costante generale.
Gli alunni stranieri. La percentuale di studenti stranieri a Prato complessivamente è molto alta, 10.000, il 26% quindi sono di cittadinanza non italiana, corrispondenti a 1 studente su 4, mentre 80 su 100 sono i nati a Prato. Gli alunni entrati per la prima volta nel sistema scolastico pratese sono 1.487, pari al 51,1% del totale degli studenti stranieri. A Prato è ampio il superamento sia dell’incidenza media nazionale del 9,2%, sia quella regionale del 13%; inoltre Prato si conferma la prima provincia italiana come percentuale di stranieri sul totale degli studenti, seguita da Piacenza. Il comune di Prato invece è al primo posto nei 110 comuni capoluogo di Provincia, seguito da Alessandria. Riguardo alle cittadinanze, la più consistente rimane quella cinese che rappresenta il 49,5% degli alunni stranieri.
Gli alunni con disabilità. Le percentuali di questi alunni, sono relative all’inizio dell’anno scolastico 2017-17, i quali sono complessivamente 939, pari al 2,8% del totale degli alunni, di questi si possono contare 61,3% di maschi. Riguardo al grado scolastico si può contare nella scuola secondaria di 1° grado il 3.4%, mentre nella scuola secondaria di secondo grado il 2,8% e scuola dell’infanzia il 2,2%.
Esiti post diploma. Per quanto riguarda la situazione dopo il diploma, sono risultati 526 studenti diplomati nel 2014-2015 degli istituti tecnici e professionali, esclusi i licei. Negli ultimi 18 mesi con dati incrociati con la Fil, è risultato che 341 di essi sono disponibili al lavoro e 141 attualmente lavorano con contratto di lavoro a tempo indeterminato o di apprendistato.
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