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Rapina a famiglia cinese: arrestata coppia di marocchini
Prato, intervento dei carabinieri in via Firenze. I ladri erano entrati nella casa durante la notte minacciando la famiglia con un grosso cacciavite. Poi sono fuggiti su un taxi
PRATO. I carabinieri hanno arrestato due cittadini marocchini, 30 e 35 anni, (le generalità non sono state fornite dagli investigatori) per rapina. Nella notte tra lunedì 15 e martedì 16, intorno alle 4,30 sono entrati per rubare in un'abitazione di via Firenze, vicino allo Sporting Club, dove vive una famiglia cinese, una coppia con due figli. I due ladri, vistisi sorpresi, hanno minacciato i cinesi puntando un lungo cacciavite, lo stesso utilizzato per forzare la porta di casa, alla gola del capofamiglia. Poi si sono fatti consegnare il denaro che avevano in casa, 840 euro in contanti.
I due marocchini, il più giovane residente a Prato mentre il più anziano è senza fissa dimora, avevano lasciato l'auto, una Fiat Punto nera, parcheggiata lungo il marciapiede a fari accesi. Circostanza che ha insospettito gli agenti di una volante della polizia in perlustrazione nella zona. Gli agenti si sono fermati e hanno sentito le urla dei cinesi provenienti dalla casa. A quel punto però i malviventi vedendo arrivare gli agenti sono scappati a gambe levate in direzione della poco distante massicciata della ferrovia. Per nulla persi d'animo i due marocchini hanno chiamato un taxi col cellulare, facendosi dare un passaggio in una zona poco distante.
Il viaggio è durato fino a via Martiri delle Foibe, tra via Bologna e via Filicaia, dove uno dei due marocchini è sceso. Nel frattempo però la caccia all'uomo era scattata: un'auto dei carabinieri insospettita dagli occupanti di quel taxi dopo le segnalazioni arrivate per radio e la descrizione fatta dalla famiglia cinese rapinata, ha seguito l'auto di servizio, bloccando prima il magrebino rimasto sul taxi, poi anche l'altro raggiunto a casa in via Martiri delle Foibe.
La refurtiva è stata recuperata e riconsegnata alla famiglia cinese, insieme al cacciavite e al cellulare utilizzato come torcia nella rapina. La Fiat Punto della rapina, benché non rubata, è risultata intestata ad una serie di prestanome: un escamotage utilizzato dai malviventi per non far risalire le forze dell'ordine alla loro identità, che però in questo caso non è bastato. I carabinieri, che hanno illustrato l'operazione in una conferenza stampa tenuta dal comandante dei carabinieri di Prato Marco Grandini e dal capitano Sara Pini, proseguiranno le indagini per verificare se i due marocchini, con diversi precedenti specifici di polizia, abbiano commesso altri furti trasformati in rapina simili a questo.
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