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Il concerto di Bello Figo fa arrabbiare la destra
L’annuncio dell’esibizione del rapper ghanese il 9 giugno in piazza delle Carceri scatena una ridda di commenti xenofobi. Silli: «Il sindaco dica no allo show»
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PRATO. È bastato l’annuncio che il rapper ghanese Bello Figo sarà in concerto a Prato il prossimo 9 giugno, in piazza Santa Maria delle Carceri, invitato dal caffè letterario Il Bacchino, per scatenare una ridda di commenti rabbiosi sui social network, segno di un clima che farà certamente di questo concerto un caso non solo musicale, ma probabilmente di ordine pubblico.
L’annuncio è arrivato ieri pomeriggio sulla pagina Facebook di Diego Blasi. Due righe con l’indicazione che seguiranno dettagli. Apriti cielo. Quando la notizia è stata ripresa dai siti d’informazione sono iniziati a piovere decine di commenti praticamente a senso unico, che possiamo sintetizzare con la frase: qui non lo vogliamo.
Ma chi è Paul Yaboah, in arte Bello FiGo Swag, per suscitare queste reazioni? È un ventunenne originario del Ghana che da qualche mese fa discutere per una serie di brani rap, il più noto dei quali è forse “No pago affitto”, che prendono in giro gli stereotipi razzisti usando lo stesso linguaggio dei razzisti. E questo ha creato un corto circuito che ha prima disorientato e poi fatto imbufalire tutti i gruppi di destra ed estrema destra, tanto che diversi suoi concerti sono stati annullati per motivi di ordine pubblico o perché erano arrivate pesanti minacce ritenute credibili dalle forze dell’ordine. Succederà anche a Prato? È ancora presto per dirlo, ma il clima di queste ore non è certo incoraggiante.
«Sappiamo che questa scelta scatenerà le reazioni dei pro e dei contro, soprattutto sui social - dice Diego Blasi - Del resto il nostro è un caffè letterario, cioè un laboratorio di esperienze che cerca di far discutere. E lui rientra bene in questo ragionamento».
Le reazioni, come detto, sono in gran parte negative. C’è stata una sorta di mobilitazione spontanea sui social, frutto delle polemiche rimbalzate nelle scorse settimane intorno ai concerti di Bello Figo. Decine di commenti solo sulla pagina Facebook del Tirreno, alcuni dei quali irripetibili, apertamente razzisti e xenofobi, molti di persone che dicono di voler impedire a tutti i costi che il rapper si esibisca in piazza. Ai commenti si è accodato anche Giorgio Silli, responsabile nazionale dell’immigrazione per Forza Italia, che tira in ballo il sindaco: “Se poi succede casino - scrive Silli - casino vero, il sindaco ne sarà responsabile. Ha tutti gli strumenti per evitare che venga a esibirsi sulla pelle dei pratesi». Facile prevedere che da qui al 9 giugno si continuerà a parlare di questa storia.
Paolo Nencioni
L’annuncio è arrivato ieri pomeriggio sulla pagina Facebook di Diego Blasi. Due righe con l’indicazione che seguiranno dettagli. Apriti cielo. Quando la notizia è stata ripresa dai siti d’informazione sono iniziati a piovere decine di commenti praticamente a senso unico, che possiamo sintetizzare con la frase: qui non lo vogliamo.
Ma chi è Paul Yaboah, in arte Bello FiGo Swag, per suscitare queste reazioni? È un ventunenne originario del Ghana che da qualche mese fa discutere per una serie di brani rap, il più noto dei quali è forse “No pago affitto”, che prendono in giro gli stereotipi razzisti usando lo stesso linguaggio dei razzisti. E questo ha creato un corto circuito che ha prima disorientato e poi fatto imbufalire tutti i gruppi di destra ed estrema destra, tanto che diversi suoi concerti sono stati annullati per motivi di ordine pubblico o perché erano arrivate pesanti minacce ritenute credibili dalle forze dell’ordine. Succederà anche a Prato? È ancora presto per dirlo, ma il clima di queste ore non è certo incoraggiante.
«Sappiamo che questa scelta scatenerà le reazioni dei pro e dei contro, soprattutto sui social - dice Diego Blasi - Del resto il nostro è un caffè letterario, cioè un laboratorio di esperienze che cerca di far discutere. E lui rientra bene in questo ragionamento».
Le reazioni, come detto, sono in gran parte negative. C’è stata una sorta di mobilitazione spontanea sui social, frutto delle polemiche rimbalzate nelle scorse settimane intorno ai concerti di Bello Figo. Decine di commenti solo sulla pagina Facebook del Tirreno, alcuni dei quali irripetibili, apertamente razzisti e xenofobi, molti di persone che dicono di voler impedire a tutti i costi che il rapper si esibisca in piazza. Ai commenti si è accodato anche Giorgio Silli, responsabile nazionale dell’immigrazione per Forza Italia, che tira in ballo il sindaco: “Se poi succede casino - scrive Silli - casino vero, il sindaco ne sarà responsabile. Ha tutti gli strumenti per evitare che venga a esibirsi sulla pelle dei pratesi». Facile prevedere che da qui al 9 giugno si continuerà a parlare di questa storia.
Paolo Nencioni
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