Tribunale al collasso: manca personale
Il presidente Pisano scrive al Ministro della Giustizia, la Cgil annuncia lo stato di agitazione e un possibile sciopero
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PRATO. «Stiamo valutando la proclamazione dello stato di agitazione, atto dovuto e anticipatore dello sciopero a cui il sistema giustizia ci sta obbligando». Il segretario generale della Fp Cgil di Prato Sandro Malucchi torna sul tema delle carenze di personale amministrativo al Tribunale di Prato. «Il 25 maggio i rappresentanti della Funzione pubblica Cgil incontreranno la presidente della Corte d’Appello, l’unica titolata a promuovere l’invio di personale amministrativo al Tribunale di Prato».
E sullo stesso tenore si muove la lettera del presidente del Tribunale Nicola Pisano che proprio ieri ha scritto al Ministro della Giustizia per una «Rideterminazione della pianta organica del personale amministrativo del Tribunale di Prato e copertura urgente dei posti vacanti».
Il consiglio Superiore della Magistratura, nel settembre 2016, ha definito il Tribunale di Prato sede disagiata. La città di Prato, prima in Toscana, è infatti una sede che ha specificità complesse. Un “riconoscimento” che ha permesso un aumento del numero dei magistrati che da 20 sono saliti a 22. «Se per le vacanze dei giudici un rimedio risulta reperito – scrive il presidente Pisano – Sono le scoperture che, con inesorabile progressione, a causa di mobilità interne e pensionamenti, si sono prodotte nell’organico del personale amministrativo, a creare una condizione di criticità assolutamente allarmante e insostenibile, tale da mettere a rischio la possibilità di assicurare servizi essenziali».
«L’attuale pianta organica composta di 64 unità, compreso il posto di dirigente amministrativo attualmente scoperto – continua il presidente del Tribunale – è coralmente ritenuta inadeguata per far fronte all’amministrazione della giustizia in un territorio che presenta specificità socio – ambientali – economiche che lo stesso vicepresidente del CSM, onorevole Giovanni Legnini, all’esito della visita fatta gli uffici giudiziari di Prato nell’ultimo scorcio del 2014, ebbe a definire “un caso paradigmatico, di rilevanti dimensioni, sulle tendenze del Paese” su cui occorreva intervenire con iniziative altrettanto eccezionali. Nel tempo, un organico già in partenza esiguo ed insufficiente, si è ulteriormente di ridotto, per cui ad oggi le presenze di ruolo ammontano a 44 unità, ma a causa di applicazioni e distacchi passivi, sono 41, destinate a diventare 40 a seguito di un ulteriore imminente pensionamento di un cancelliere, con una scopertura effettiva che si attesterà al 37, 5% (nei profili di funzionari e cancellieri oscillante tra 40 e il 50%)».
«Non si può più continuare ad accettare questa situazione che comporta anche tempi più lunghi per i processi – conclude il sindacalista Malucchi – In assenza di risposte annunciamo lo stato di agitazione e confronto in Prefettura al fine di evitare uno sciopero che non ci sentiamo più di escludere».
E sullo stesso tenore si muove la lettera del presidente del Tribunale Nicola Pisano che proprio ieri ha scritto al Ministro della Giustizia per una «Rideterminazione della pianta organica del personale amministrativo del Tribunale di Prato e copertura urgente dei posti vacanti».
Il consiglio Superiore della Magistratura, nel settembre 2016, ha definito il Tribunale di Prato sede disagiata. La città di Prato, prima in Toscana, è infatti una sede che ha specificità complesse. Un “riconoscimento” che ha permesso un aumento del numero dei magistrati che da 20 sono saliti a 22. «Se per le vacanze dei giudici un rimedio risulta reperito – scrive il presidente Pisano – Sono le scoperture che, con inesorabile progressione, a causa di mobilità interne e pensionamenti, si sono prodotte nell’organico del personale amministrativo, a creare una condizione di criticità assolutamente allarmante e insostenibile, tale da mettere a rischio la possibilità di assicurare servizi essenziali».
«L’attuale pianta organica composta di 64 unità, compreso il posto di dirigente amministrativo attualmente scoperto – continua il presidente del Tribunale – è coralmente ritenuta inadeguata per far fronte all’amministrazione della giustizia in un territorio che presenta specificità socio – ambientali – economiche che lo stesso vicepresidente del CSM, onorevole Giovanni Legnini, all’esito della visita fatta gli uffici giudiziari di Prato nell’ultimo scorcio del 2014, ebbe a definire “un caso paradigmatico, di rilevanti dimensioni, sulle tendenze del Paese” su cui occorreva intervenire con iniziative altrettanto eccezionali. Nel tempo, un organico già in partenza esiguo ed insufficiente, si è ulteriormente di ridotto, per cui ad oggi le presenze di ruolo ammontano a 44 unità, ma a causa di applicazioni e distacchi passivi, sono 41, destinate a diventare 40 a seguito di un ulteriore imminente pensionamento di un cancelliere, con una scopertura effettiva che si attesterà al 37, 5% (nei profili di funzionari e cancellieri oscillante tra 40 e il 50%)».
«Non si può più continuare ad accettare questa situazione che comporta anche tempi più lunghi per i processi – conclude il sindacalista Malucchi – In assenza di risposte annunciamo lo stato di agitazione e confronto in Prefettura al fine di evitare uno sciopero che non ci sentiamo più di escludere».
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