Il presidio
Primo giorno di digiuno social
Le impressioni degli studenti del Dagomari che rinunciano allo smartphone
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PRATO. È una sfida nata per gioco quella lanciata da un professore e dagli alunni di due classi dell’istituto Dagomari di Prato: stare per una settimana senza telefono cellulare. Niente connessione ad internet (nemmeno dal pc di casa), niente messaggini e niente telefonate dunque per una quarantina di studenti della 2ª GAFM e della 2ª FAFM della scuola pratese, oltre che per il loro docente di economia aziendale Marcello Contento. L’esperimento è cominciato ieri mattina con lo spegnimento collettivo, con tanto di conto alla rovescia, degli smartphone da parte dei ragazzi e del professore, che li hanno poi consegnati ad alcuni docenti della scuola. Li rivedranno soltanto lunedì prossimo, 22 maggio. «È un esperimento nato davvero per gioco - spiega il professor Contento, 35 anni, originario della provincia di Trapani -. Insieme ai ragazzi ci siamo resi conto di essere in qualche maniera dipendenti dei nostri smartphone e ci siamo chiesti come sarebbe la nostra vita senza. Da lì la sfida che ci siamo lanciati l’un l’altro, a chi resiste di più. L’intento non è quello di demonizzare la rete e i social - chiarisce il docente -, siamo convinti che la tecnologia sia importante. Vogliamo solo provare a farne a meno per un po’ e riscoprire un modo diverso di stare insieme, ripensando la vita reale, per recuperarne spazi e tempi». Tante le attività organizzate per affrontare insieme la sfida e “colmare questo vuoto”: dai cari vecchi cruciverba al teatro all’aperto (in programma nel pomeriggio di oggi). Strana la sensazione di vivere senza telefonino a detta dei ragazzi, che per 7 giorni hanno accettato di dire addio a Facebook, Whatsapp e Youtube: «Ogni due minuti mi tocco le tasche pur sapendo che non ho il cellulare - racconta Amin, studente della 2ª GAFM -. È davvero una dipendenza. Così inoltre il tempo passa molto più lento». Più fiduciosa Ridita, studentessa della 2ª GAFM: «Non sento tanto la mancanza dello smartphone, almeno per adesso - spiega -. Penso proprio di potercela fare».(f.p.)
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