Il presidio
L'esame più duro: stare senza il cellulare
Vent'anni fa si diceva che il telefono ti allungava la vita, ora si fa strada il sospetto che te l'accorci
Se in un famoso spot dei primi anni Novanta Massimo Lopez ci ricordava che una telefonata ti allunga la vita, ora si è diffuso il sospetto che l’uso dei telefonini te la accorci, cioè ti faccia perdere la vita vera, quella fatta di relazioni faccia a faccia a vantaggio di rapporti mediati da Facebook, Whatsapp e Snapchat dove non sai mai se la faccina che ride nasconde un vaffanculo o viceversa. Ecco perché in un paio di scuole di Prato altrettanti docenti hanno proposto ai loro studenti di staccare per una settimana: in un caso requisendo gli smartphone, nell’altro consigliando di astenersi da web e social.
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Le prime reazioni confermano, se ce ne fosse ancora bisogno, che stiamo parlando di dipendenza. Uno studente confessa di continuare a toccarsi le tasche in cerca del telefonino, un’altra assicura di star bene, "per ora", ma la faccia sembra dire altro, mentre il professore che ha proposto l’esperimento ammette che lui per primo si è messo alla prova e non sa come finirà. Però ha un piano B. Alla fine della giornata di lezioni ha consegnato ai suoi studenti due fogli: sul primo c’è un cruciverba, l’altro è bianco e serve a raccontare le impressioni dei ragazzi. Oggi pomeriggio si troveranno in giardino e metteranno in scena un testo teatrale. Il rischio è che, come nel “Secondo tragico Fantozzi”, uno di loro salti su dicendo che è "una cagata pazzesca".
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