Meteo
Arrestato l’uomo che sparò nel campo rom
PRATO. La polizia ha arrestato Dani Casadio, 42 anni, ritenendolo l’autore dell’esplosione di tre colpi di pistola nel campo nomadi di Iolo lo scorso 19 aprile. Il movente sembra che fosse passionale:...
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. La polizia ha arrestato Dani Casadio, 42 anni, ritenendolo l’autore dell’esplosione di tre colpi di pistola nel campo nomadi di Iolo lo scorso 19 aprile. Il movente sembra che fosse passionale: i colpi furono esplosi come minaccia ai piedi dell’ex moglie e del figlio che riportarono lievi escoriazioni alle gambe probabilmente perché colpiti da schegge del selciato oppure cadendo mentre fuggivano.
L’arresto è avvenuto a distanza di quasi un mese perché le due vittime non hanno a lungo collaborato con gli investigatori e così è spettato agli uomini della Squadra mobile diretti da Francesco Nannucci, coordinati dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri, trovare gli elementi per scoprire che a sparare quei colpi era stato Casadio, il cui cognome alla nascita era Udorovich. Scoperta l’identità gli investigatori hanno cercato gli elementi di prova che accertassero la sua presenza al campo nomadi nell’ora della sparatoria. Trovate le prove con i tabulati telefonici sono scattate le ricerche. L’uomo sarebbe andato in Francia subito dopo aver sparato a Iolo. Dopo qualche giorno sarebbe tornato a Prato ma senza andare di nuovo dall’ex moglie e dal figlio. Quindi, avuta la conferma da parte degli investigatori che fosse stato effettivamente lui a sparare, è stato chiesta l’ordinanza di custodia cautelare, «sia perché il fatto è grave, sia perché c’erano il pericolo di reiterazione del reato e il pericolo di fuga» ha detto il procuratore capo, Nicolosi. Venerdì scorso la firma del gip Fantechi e sabato scorso l’arresto avvenuto ad Occhiobello in provincia di Rovigo dove l’uomo viveva in casa delal nuvoa compagna. Deve rispondere di porto e detenzione di armi, minacce aggravate e spari in luogo pubblico. (p.p.)
L’arresto è avvenuto a distanza di quasi un mese perché le due vittime non hanno a lungo collaborato con gli investigatori e così è spettato agli uomini della Squadra mobile diretti da Francesco Nannucci, coordinati dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri, trovare gli elementi per scoprire che a sparare quei colpi era stato Casadio, il cui cognome alla nascita era Udorovich. Scoperta l’identità gli investigatori hanno cercato gli elementi di prova che accertassero la sua presenza al campo nomadi nell’ora della sparatoria. Trovate le prove con i tabulati telefonici sono scattate le ricerche. L’uomo sarebbe andato in Francia subito dopo aver sparato a Iolo. Dopo qualche giorno sarebbe tornato a Prato ma senza andare di nuovo dall’ex moglie e dal figlio. Quindi, avuta la conferma da parte degli investigatori che fosse stato effettivamente lui a sparare, è stato chiesta l’ordinanza di custodia cautelare, «sia perché il fatto è grave, sia perché c’erano il pericolo di reiterazione del reato e il pericolo di fuga» ha detto il procuratore capo, Nicolosi. Venerdì scorso la firma del gip Fantechi e sabato scorso l’arresto avvenuto ad Occhiobello in provincia di Rovigo dove l’uomo viveva in casa delal nuvoa compagna. Deve rispondere di porto e detenzione di armi, minacce aggravate e spari in luogo pubblico. (p.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
