Il Tirreno

Prato

«Spazio agli idonei del concorso» 

«Spazio agli idonei del concorso» 

Lettera aperta al Comune di un’educatrice precaria in merito alle assunzioni

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PRATO. Un’educatrice precaria ha indirizzato una lettera aperta al Comune di Prato in merito al nuovo concorso per assumere istruttori educativi. «Sono una delle tante persone che l'anno scorso ha partecipato e superato (risultando idonea) il concorso bandito dal Comune di Prato per Istruttori Educativi a tempo indeterminato - scrive l’educatrice - , e vorrei capire che intenzioni ha questo Comune nei nostri confronti, visto che ha annunciato di bandire per il prossimo anno un ulteriore concorso per la stessa figura professionale ma riservato esclusivamente a chi ha lavorato almeno 36 mesi nei servizi educativi di Prato. La legge Madia prevede che i Comuni tra le assunzioni programmate possano riservare il 50% al personale che ha lavorato almeno 36 mesi a tempo determinato per favorire il superamento del precariato, e questo da precaria da quasi 10 anni lo trovo giusto, infatti diversi Comuni stanno attivando tale formula».
«Il problema però - continua l’educatrice - è che il Comune di Prato nel bando dello scorso anno aveva già previsto la riserva del 40% del personale con 36 mesi di servizio (oltre non aver fatto la prova preselettiva), infatti tra le 36 assunzioni fatte il 40% sono personale con tale riserva. Inoltre nel bando era specificato che anche nelle successive assunzioni da quella graduatoria era prevista la precedenza di riserva del 40% di questo personale. Ciò significa che chi è rimasto in graduatoria con questa riserva di assunzione verrà assunto a settembre 2017 superando altre più in alto in graduatoria e in più questo Comune vuole fare un altro concorso riservato... ».
«Io spero che il Comune di Prato rifletta sulla sua decisione e che dia la possibilità a chi ha superato quel concorso di poter entrare a lavorare, considerato che chi lavora da oltre 36 mesi ha già avuto la riserva del 40% e continua ad averla. Come ho già detto - conclude l’educatrice - ho trovato giusto che queste persone abbiano avuto delle possibilità in più, visto che hanno lavorato diversi anni come precari di questo Comune, ma trovo altrettanto giusto che chi lo è in altri Comuni e ha passato come loro il concorso abbia delle possibilità».

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