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Prato

Il medico che cura anche l’anima 

Il medico che cura anche l’anima 

Poeta e compositore di musiche da film per il fratello Francesco. Stasera sarà protagonista dell’incontro al Terminale

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PRATO. La sua professione è quella di medico. Ma Giovanni Nuti è molto di più. Poeta, musicista e scrittore. «Cose queste – specifica – che faccio con grande passione e che sono un piacere». Una vita, la sua, spesa a curare la salute dei suoi pazienti, professione alla quale unisce l’amore per la musica, dal quale è scaturito anche quello per la poesia che lo ha portato a pubblicare quattro raccolte più “La Dea dei serpenti” del 2015 (che Nuti considera un piccolo poema) del quale a novembre verrà tratto lo spettacolo che porterà lo stesso titolo e che andrà in scena al teatro Magnolfi con due repliche.
Gli esordi. Giovanni Nuti nasce a Firenze. A Prato si trasferisce con la famiglia quando era un bambino, aveva 5 anni. Nel 1979 si laurea, a Firenze, in medicina generale con una tesi dal titolo “Psichiatria e creatività”. Il dottor Nuti ha l’ambulatorio come medico di medicina generale ed è specializzato in omeopatia. Ma come ha unito la medicina alla musica? «Da ragazzo – ricorda Nuti – studiavo chitarra da autodidatta. Poi avviene il fortunato incontro con Giovanna Marini, ero insieme a mia moglie vicino Pistoia. Ricordo che ci parlò di Pier Paolo Pasolini, lei che ha avuto la fortuna di conoscere. Di Giovanna mi resta impressa la grandezza di una compositrice, cantante e insegnante unite all’umiltà della sua persona. E le poesie che ho scritto arrivano dal mondo della musica che va di pari passo con quello poetico».
Fra canzoni e poesie. Ha perso il conto di quanti testi ha scritto. Alcuni, Giovanni Nuti, li ha messi in musica, altri sono poesie. Sorride quando gli chiediamo quanti saranno: «Non lo so – dice – Sono testi che arrivano da intuizioni e suggestioni ed è un piacere metterli nero su bianco». Due le canzoni, in particolare, alle quali Nuti è molto legato. “Rose” vincitrice di un nastro d’argento nel 1987 quale migliore musica del film “Stregati” diretto dal fratello Francesco. E poi un altro brano al quale è attaccato: “Giulia”. Nuti ha autoprodotto un solo disco che si intitola “Les voix des femmes”. Quattro, invece, le raccolte di poesie pubblicate oltre alla “Dea dei serpenti” e poi nel 2016 l’esordio da scrittore con “Anime scalze”. Ha già pronto un altro romanzo che presto sarà pubblicato.
Le colonne sonore. Come non ricordare Giovanni Nuti per le colonne sonore dei film del fratello? «Fra me e Francesco c’è stima reciproca – dice il medico e musicista – E noi avevamo un modo insolito di lavorare, diverso da chi compone le colonne sonore per un lungometraggio. Francesco mi dava la sceneggiatura ed io da questa componevo la musica. Non solo, Francesco mi chiedeva la traccia della musica prima che venissero eseguite le riprese del film. Francesco – aggiunge Nuti - voleva che gli attori ascoltassero la musica durante le scene. Ed io ero d’accordo su questo modo di lavorare perché fare una colonna sonora vuol dire vestire un film».
Cecco. Parlando dei film del fratello, per i quali ha firmato le colonne sonore, Giovanni Nuti parla anche delle condizioni di salute dell'attore. «Da ottobre dello scorso anno – dice – è a Roma in una clinica per la riabilitazione. Questo perché così sua figlia Ginevra ha modo di stargli vicino. E credo sia giusto così».
La dea dei serpenti. Era il 2015 quando Giovanni Nuti pubblica, a cura della Ibiskos editrice Risolo, il poema “La Dea dei serpenti”, testo che narra la vicenda di Potnia Theron, la dea dei serpenti, nume femminile che ha salvato il suo popolo dall’esilio, creando una terra dove questo potesse vivere. Nuti dà importanza al ruolo femminile che lo stesso autore spiega come si ritrovi anche in Socrate piuttosto che nell’Odissea. «La dea – dice – finita la sua funzione storica, immagino si incarni in un’altra figura che accompagna la nostra cultura». Il testo adesso diventa una pièce teatrale. E sarà tutta declinata al pratese: l’autore (anche della musica originale) e regista è Giovanni Nuti, l’attrice protagonista Consuelo Ciatti. A cantare e al pianoforte Valeria Caliandro. «Ma ci sarà anche un’altra donna – specifica Nuti – Non fisicamente sul palco ma con una sua creazione. Si tratta di Eleonora Lastrucci che ha realizzato l’abito di scena per la dea dei serpenti interpretata da Consuelo Ciatti».
Stasera alle 21, intanto, Giovanni sarà al cinema terminale l’ospite della terza serata “Buon compleanno Francesco Nuti” . Giovanni Nuti parlerà del lunghissimo rapporto di collaborazione che ha regalato agli spettatori, partiture musicali per i film di maggior successo del fratello. Giovanni avrà anche il compito di introdurre al pubblico presente il film “Stregati”, terza regia di Cecco, secondo film consecutivo interpretato con Ornella Muti. Ingresso libero.
Azelio Biagioni

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