Il Tirreno

Prato

Il fratello di Lo Cascio: «Sindaco dov’eri?» 

Il fratello di Lo Cascio: «Sindaco dov’eri?» 

Duro attacco a Biffoni alla manifestazione organizzata in piazza del Comune dagli amici del portiere d’albergo assassinato

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PRATO. Una richiesta forte di sicurezza e normalità, in una città dove si può morire per pochi euro, si rischia ogni giorno di subire uno scippo o un borseggio o di avere la vetrina del negozio infranta. Questo il senso della manifestazione che nel pomeriggio di ieri ha animato piazza del Comune. Un’iniziativa partita dagli amici di Leonardo Lo Cascio, il portiere di albergo di 38 anni ucciso la sera del 30 marzo scorso nel piazzale Falcone e Borsellino da Abdelghani Ammari, il trentenne marocchino reo confesso ed ora in carcere. Una cinquantina le persone presenti, molti anche i passanti che si sono fermati ad ascoltate che è intervenuto al microfono. Tra gli esponenti politici, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli ma anche l’indipendente Marilena Garnier, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del Movimento 5 Stelle. Presente anche una sparuta rappresentanza del circolo di ultradestra Etruria 14. Ma anche semplici cittadini che hanno voluto testimoniare, oltre alla loro vicinanza alla famiglia Lo Cascio, impressioni ed esperienze vissute di persona sul fronte dell’insicurezza. A un certo punto è spuntato uno striscione contro l’immigrazione, ma c’è stato anche qualche cittadino, pur allarmato della situazione pratese, che ha voluto rimarcare, microfono in mano, come non vadano confuse accoglienza nei confronti degli immigrati e l’esigenza di più controlli e di una più dura repressione nei confronti dei delinquenti, immigrati e non. Francesco Lo Cascio, fratello di Leonardo, ha rivolto parole dure nei confronti del sindaco Matteo Biffoni e dell’amministrazione comunale: «Io e miei familiari non finiremo mai di ringraziare l’operato dei carabinieri che si sono impegnati per tre giorni di fila senza dormire per prendere l’assassino - ha detto - Ma devo sottolineare la scarsa vicinanza del sindaco e del Comune, cioè della principale istituzione cittadina. Il sindaco ha raccontato che c’era un accordo con noi per il funerale, ma non c’è stato nessun accordo, si è limitato ad una visita formale ed una telefonata».
Umberto Presutti, amico di famiglia e principale promotore della manifestazione, ha spiegato che il senso dell’iniziativa «è di dar voce ai cittadini pratesi che sono stanchi di vivere col rischio continuo di subire un’aggressione. Quello che è successo a Leonardo poteva capitare a un padre di famiglia o ad un ragazzo che andava a mettere benzina per il motorino. Le risposte da parte della politica non arrivano, promesse tante, ma alla fine solo quelle. Senza sicurezza non c’è libertà». «Mi ha chiamato la sorella di Leonardo, Francesca, per invitarmi a questa manifestazione e intervenire su quello che è successo – ha detto Silvia La Vita dei 5 Stelle – Al di là delle differenze anche notevoli di vedute che possono esserci con chi è presente in piazza oggi pomeriggio, devo rimarcare che questa tragedia ha messo in pratica quello che temevo dopo le gravi risse che ci furono in piazza Mercatale. Ed è vero che la risposta della città all’omicidio è stata tiepida, probabilmente perché è subentrata un’assuefazione pericolosa. Ma è ancora più grave la scarsa presenza del sindaco in questa vicenda, che avrebbe dovuto farsi sentire subito a Roma. Capisco che da dirigente del partito di governo abbia le mani legate». «I cittadini pratesi non ne possono più di vivere in una città finita nelle mani di criminali senza scrupoli: li aiuteremo a riprendersela – ha detto Giovanni Donzelli – La situazione è diventata esplosiva e l'amministrazione comunale è completamente incapace di prendere iniziative per frenare quella che ormai è una vera e propria deriva».
Francesco Albonetti

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