Il Tirreno

Prato

Quattro agenti indagati dopo la denuncia di un detenuto: "Mi hanno picchiato"

di Paolo Nencioni
Rachid Assarag, il detenuto che denuncia di aver subito un pestaggio in carcere (foto Repubblica)
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Rachid Assarag, il detenuto che denuncia di aver subito un pestaggio in carcere (foto Repubblica)

La Procura di Prato ipotizza i reati di lesioni aggravate, abuso e omissione di atti d'ufficio, calunnia e falso. Rachid Assarag ha registrato di nascosto le conversazioni con la polizia penitenziaria

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PRATO. Quattro agenti di polizia penitenziaria che sono o sono stati in servizio alla casa circondariale della Dogaia sono stati iscritti nel registro degli indagati con le ipotesi di lesioni aggravate nei confronti di un detenuto, abuso d'ufficio, omissione di atti d'ufficio, calunnia e falso. Si tratta dello sviluppo, anticipato da Repubblica, di un'inchiesta condotta dai sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Laura Canovai in seguito alla denuncia presentata da un detenuto marocchino di 43 anni, Rachid Assarag, che sta scontando una pena di 9 anni e 4 mesi per violenza sessuale.

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Dell'inchiesta si venne a conoscenza per la prima volta nel dicembre 2015 e l'episodio denunciato dal detenuto risale all'aprile 2014. Ancora prima, nel novembre 2013, il detenuto riuscì a registrare di nascosto delle conversazioni con gli agenti di custodia, che sono state fornite alla Procura, e che sembrerebbero confermare un pestaggio. "Lei non mi ha toccato - dice Rachid - ma il vostro collega, mentre mi sta picchiando, vedo che lei, brigadiere, gli puoi dire Fermati!". Per tutta risposta il brigadiere replica: "No, io vengo e ti do l'altre! Però siccome te le sta dando lui, non serve che te le do pure io! Basta uno solo che te le dà!". E ancora: "Anzi, sono stato più corretto: mi sono trattenuto e non te le ho date!".

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Rachid Assarag fu denunciato dalla polizia penitenziaria per resistenza e trasferito nel carcere fiorentino di Sollicciano. Quando si trattò di chiudere quel fascicolo, Rachid fu interrogato dal sostituto Lorenzo Gestri e raccontò una versione alternativa dell'episodio, che ha fatto scattare l'inchiesta nella quale ora sono indagati i quattro agenti della polizia penitenziaria. Il detenuto, che è stato continuamente trasferito e ha denunciato abusi anche nel carcere di Parma, è stato poi nuovamente sentito mentre era recluso nel carcere di Lucca. Allo stato dei fatti non c'è un avviso di chiusura indagini e tantomeno una richiesta di rinvio a giudizio. La Procura valuterà gli elementi raccolti e deciderà in tempi brevi se chiedere il processo o l'archiviazione delle accuse nei confronti dei quattro agenti di polizia penitenziaria.

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