Meteo
Gucci: "Ecco perché ce la siamo presa col ristorante di Prato"
L'ufficio stampa della casa di moda racconta i retroscena del caso: "Abbiamo dato un contributo per il cambio dell'insegna e i proprietari si sono impegnati a non parlare dei termini dell'accordo, cosa che poi non hanno fatto"
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.15330377:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/ristorante-della-famiglia-gucci-di-prato-costretto-a-cambiare-denominazione/81574/83115]]
PRATO. Siamo stati costretti a intervenire sul ristorante di Prato in seguito all’annuncio a mezzo stampa dell’apertura di un locale denominato “Gucci doc”. Questa la spiegazione dell’ufficio stampa di Gucci sull’azione legale che ha costretto il ristorante di via dell’Accademia a cambiare nome nonostante sia gestito per l’appunto da una famiglia che di cognome fa proprio Gucci.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.15316133:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2017/05/10/news/di-gucci-ce-n-e-uno-solo-ristorante-costretto-a-cambiare-nome-1.15316133]]
L’ufficio stampa della casa di moda non fa riferimento, come si era pensato, ai caratteri dell’insegna, eventualmente simili a quelli del marchio, ma proprio al nome. "Non essendoci dubbi circa il fatto che l'utilizzo da parte dei signori Gucci di un marchio, che pur coincidente con il loro cognome, appartiene da ormai 100 anni alla Gucci ed è utilizzato per contraddistinguere i propri prodotti e servizi tra cui anche la ristorazione - spiega l’addetto stampa chiedendo di non fare il suo nome - la vicenda è stata gestita direttamente con la famiglia trovando un accordo che non solo ha visto la rinuncia di Gucci ad agire in giudizio, ma, in uno spirito di pura conciliazione, ha anche riconosciuto un contributo economico per finanziare la sostituzione dell'insegna. Peraltro, nell'accordo i signori Gucci si impegnavano a cessare l'uso abusivo del marchio e a garantire la riservatezza dei termini dell'accordo stesso. È evidente che questo obbligo è stato violato nel momento in cui la notizia è stata data alla stampa. Pur rammaricandoci dell'accaduto, riteniamo che sia una utile occasione per fare una corretta informazione sulla finalità del sistema di protezione dei marchi e sullo sforzo che viene quotidianamente profuso da aziende, grandi e piccole, nella lotta alla contraffazione e nella tutela dei consumatori contro i rischi di confusione".
Quanto alla tutela dei marchi in generale, Gucci aggiunge: "La tutela dei diritti di proprietà intellettuale, tra cui rientrano i marchi, si basa sull'impegno dei titolari di garantirne l'osservanza e di prevenire da parte di terzi usi che possano creare confusione nei consumatori o violare le prerogative dei rispettivi titolari. Chiunque ottenga la registrazione di un marchio per identificare un prodotto o un servizio, indipendentemente dalle dimensioni della propria attività, si trova ogni giorno impegnato a combattere il fenomeno della contraffazione e a garantire che le proprie prerogative siano efficaci. E' chiaro che più un marchio è notorio e più fenomeni come imitazione, agganciamento pubblicitario e contraffazione acquisiscono proporzioni massicce. Basti pensare che nel caso di Gucci ogni giorno vengono ricevute decine e decine di segnalazioni su usi abusivi del marchio e per la parte online vengono chiuse più di 100 pagine web al giorno".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
