Il presidio
la proposta
Silli chiede l’arresto per gli accattoni senza permesso
PRATO. L’ex assessore Giorgio Silli, responsabile nazionale dell’immigrazione per Forza Italia, ha passato una giornata a parlare con gli stranieri che chiedono l’elemosina fuori dai negozi o nei...
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PRATO. L’ex assessore Giorgio Silli, responsabile nazionale dell’immigrazione per Forza Italia, ha passato una giornata a parlare con gli stranieri che chiedono l’elemosina fuori dai negozi o nei parcheggi e ha diffuso ieri una nota nella quale chiede misure più severe per allontanarli, compreso l’arresto.
«Noi moderati del partito di Berlusconi siamo gente molto pratica – scrive Silli – avvezza alle logiche di impresa e di commercio e non serve essere dei geni per capire che l’accattonaggio perenne fuori da un negozio o da un esercizio commerciale allontana i clienti. Le orde di mendicanti e finti parcheggiatori che invadono parcheggi pubblici, parcheggi di supermercati, semafori, che occupano letteralmente l’ingresso di esercizi commerciali chiedendo insistentemente qualche spicciolo, nella stragrande maggioranza dei casi non sono altro che profughi (con o senza titolo di soggiorno) che cercano di arrotondare».
«Lo dico con cognizione di causa – spiega Silli – in quanto ho dedicato un giorno del mio tempo a cercare di capire chi fossero le persone di cui stiamo parlando. L’ho fatto avvicinandoli e parlando con loro in vari parcheggi e all’ingresso di vari negozi. Sono richiedenti asilo che durante il giorno non stanno nei centri di accoglienza ed arrotondano così (evviva Dio non tutti arrotondano con lo spaccio o cose peggiori) o addirittura sembra siano persone alle quali è stato rifiutato l’asilo (anche in secondo grado) e che avrebbero dovuto lasciare il paese (tecnicamente clandestini).
«È indispensabile – conclude Silli – che il governo emetta un provvedimento ad hoc che leghi il divieto di accattonaggio con i titoli di soggiorno o che permetta alle polizie municipali di poter fare il proprio lavoro anche con dei fermi, se necessario».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
«Noi moderati del partito di Berlusconi siamo gente molto pratica – scrive Silli – avvezza alle logiche di impresa e di commercio e non serve essere dei geni per capire che l’accattonaggio perenne fuori da un negozio o da un esercizio commerciale allontana i clienti. Le orde di mendicanti e finti parcheggiatori che invadono parcheggi pubblici, parcheggi di supermercati, semafori, che occupano letteralmente l’ingresso di esercizi commerciali chiedendo insistentemente qualche spicciolo, nella stragrande maggioranza dei casi non sono altro che profughi (con o senza titolo di soggiorno) che cercano di arrotondare».
«Lo dico con cognizione di causa – spiega Silli – in quanto ho dedicato un giorno del mio tempo a cercare di capire chi fossero le persone di cui stiamo parlando. L’ho fatto avvicinandoli e parlando con loro in vari parcheggi e all’ingresso di vari negozi. Sono richiedenti asilo che durante il giorno non stanno nei centri di accoglienza ed arrotondano così (evviva Dio non tutti arrotondano con lo spaccio o cose peggiori) o addirittura sembra siano persone alle quali è stato rifiutato l’asilo (anche in secondo grado) e che avrebbero dovuto lasciare il paese (tecnicamente clandestini).
«È indispensabile – conclude Silli – che il governo emetta un provvedimento ad hoc che leghi il divieto di accattonaggio con i titoli di soggiorno o che permetta alle polizie municipali di poter fare il proprio lavoro anche con dei fermi, se necessario».
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