Il Tirreno

Prato

Violenza sessuale a psichiatria, l'imputato incapace di intendere e volere

L'ex ospedale Misericordia e Dolce
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L'ex ospedale Misericordia e Dolce

Prato, sono i risultati della perizia a carico di un uomo di 59 anni che è stato ritenuto non in grado di sostenere il processo. I fatti risalgono al 2011

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PRATO.Quando, nel 2011, violentò nel letto del reparto di psichiatria dell’ospedale Misericordia e Dolce, quella giovane donna, tenuta sotto psicofarmaci e non in grado né di difendersi né di chiedere aiuto, era totalmente incapace di intendere e di volere. Sono queste le conclusioni alle quali è giunta la perizia psichiatrica a carico di un pratese di 59 anni (all’epoca 53), ricoverato nello stesso reparto della sua vittima, accusato di violenza sessuale su una paziente che all’epoca aveva 21 anni, che soffriva di una gravissima forma di depressione.

La perizia è stata disposta dal gup Costanza Comunale nell’udienza preliminare del 21 febbraio scorso ed era l’atto fondamentale sul quale decidere le sorti processuali dell’imputato (difensore d’ufficio Diego Capano, avvocato di parte civile Antonio Bertei) che non è stato ritenuto processabile dal giudice Carlo Caudatella nell'udienza di martedì 9 maggio ed ha emesso la sentenza di non luogo a procedere.

A denunciare lo stupro fu la madre della giovane che andava a trovarla tutti i giorni e che la trovò agitata, pesta e sporca. La vittima, a causa dei farmaci che le venivano somministrati, non fu in grado di ricostruire, durante la fase delle indagini, la violenza. Furono gli accertamenti tecnico-scientifici e le testimonianze a indirizzare le investigazioni sul cinquantanovenne. L’uomo vive, tutt'ora, in una casa famiglia.

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