Il Tirreno

Prato

I rifiuti organici saranno "digeriti" a Baciacavallo

Gli impianti di Baciacavallo fotografati da un drone
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Gli impianti di Baciacavallo fotografati da un drone

Prato, Alia e Gida siglano un importante accordo per il futuro nuovo impianto che unirà la depurazione allo smaltimento ecologico di una parte dei rifiuti: le due società prepareranno insieme uno studio di fattibilità

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PRATO. Smaltire attraverso un unico impianto, in maniera ecosostenibile, i fanghi che provengono dalla depurazione delle acque e i rifiuti organici. È questa l’idea di Gida e Alia, le due società che nel pratese gestiscono rispettivamente gli impianti di depurazione delle acque e lo smaltimento dei rifiuti, che lunedì 8 hanno firmato un protocollo d’intesa per studiare la fattibilità di un impianto di digestione anaerobica a Baciacavallo. L’impianto sorgerebbe nell’area dove si trovano i depuratori di Gida (sfruttando anche una zona di pertinenza di Alia) e sarebbe in grado di ottenere biogas, utilizzabile per produrre energia pulita, a partire dai fanghi di depurazione e dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani, grazie ad un processo di degradazione che sfrutta l’azione di alcuni microrganismi in assenza di ossigeno.

«Si tratterebbe di un salto culturale - ha spiegato il presidente di Gida Alessandro Brogi -. L’idea è quella di mettere in atto un’economia circolare, riutilizzando il più possibile i materiali che si ottengono dal processo di depurazione (oltre che dai rifiuti) trasformandoli in risorse». Una delle ipotesi di utilizzo dell’energia derivante da questo processo è di impiegarla per alimentare l’impianto stesso, rendendolo così indipendente. La depurazione produce adesso circa 30mila tonnellate di fanghi l’anno, delle quali 22mila vengono incenerite e 8mila smaltite su gomma. Con il nuovo impianto si stima che potranno essere smaltite in modo ecosostenibile fino a 35mila tonnellate l’anno di fanghi e altre 35mila di rifiuti organici. Il processo tuttavia non consente di disfarsi interamente dei materiali, ma lascia una percentuale di residui (sia di fanghi che di organico), che devono essere poi smaltiti in altro modo.

«Il recupero totale non è ancora possibile - ha affermato il direttore generale di Gida Simone Ferretti -, ma l’obiettivo è ridurre al massimo la quantità di residui, valorizzando i materiali di scarto sia energeticamente che come materia prima seconda - parte dei residui verranno trasformati in compost - e chiudere (almeno in parte) il ciclo». Impianti di questo tipo sono allo studio anche in altre parti d’Italia e uno è già stato realizzato alla fine del 2012 in Trentino Alto Adige. Si dovrà aspettare l’estate per sapere se l’ipotesi progettuale per Baciacavallo sia fattibile. Più concreti invece gli interventi in arrivo per il depuratore del Calice, per cui è previsto un efficientamento degli impianti. Lo scopo, diminuire i residui e ridurre il consumo energetico della struttura, migliorandone le performance ambientali.

Il progetto prevede anche un nuovo accesso all’impianto. L’intervento attende l’autorizzazione integrata ambientale da parte della Regione Toscana, prevista per i primi di luglio, mentre, in caso di parere positivo dell’ente, il via ai lavori è atteso per l’inizio del 2018. Per entrambi i progetti - sia Baciacavallo che il Calice - Gida ha stimato, nel suo piano industriale, una ricaduta sull'indotto pratese e toscano pari a circa 10milioni di euro, che comprendono anche una serie di nuove assunzioni per la gestione di entrambi gli impianti.

Settimana dell'acqua. Una giornata di approfondimento scientifico su temi ambientali e un “open day” con visita guidata all’impianto di depurazione di Baciacavallo. È il programma della “Settimana dell’acqua” organizzata, per il terzo anno consecutivo, da Gida.

Appuntamento giovedì 11 maggio, a partire dalle 9, al Pin con un convegno in cui ricercatori ed esperti in campo ambientale interverranno su differenti tematiche legate all’acqua: dalla depurazione al monitoraggio dei processi biologici, dalla gestione degli scarichi industriali al controllo delle emissioni. La giornata sarà articolata in due sessioni: la mattina sarà dedicata ad approfondimenti in materia di innovazione e ricerca, mentre il pomeriggio, dalle 14.30, si parlerà di sicurezza e controllo. Sabato 13 maggio invece porte aperte all’impianto di depurazione di Baciacavallo: dalle 10 alle 12 i visitatori saranno accompagnati dal personale di Gida in un percorso alla scoperta della struttura e del suo funzionamento.

 

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