Italia
Area ex Fabbricone, al posto dell’ex Brico nasce un market cinese
Prato, continua l’avanzata degli imprenditori orientali nel settore del commercio Il punto vendita di casalinghi dovrebbe aprire in via Targetti tra due settimane
PRATO.Qualche residente della zona, incuriosito, tenta di dare una sbirciatina dentro. In lontananza, verso il teatro Fabbricone, risuona rumore di trapano e martello: lavori in corso. «Tra quindici giorni dovremmo aprire», si lasciare scappare in un italiano stentato un operaio che lavora sul retro mentre un camion del “Bartolini” scarica merce. Scarpe, accessori, abbigliamento e casalinghi, anzi “casalinga”, con un’evidente svista grammaticale che si legge sulla serranda d’ingresso: tra quindici giorni ritroveremo tutto questo sui nuovi scaffali.
Sì, perché l’ex Brico di via Targetti riapre e parla cinese. Si chiamerà “Best Market” e ad annunciarlo è il grande cartello affisso sulla saracinesca dove ancora però campeggiano i vecchi loghi della catena che ha fatto le valigie agli inizi dell’anno (dovrebbe riaprire presto a Bagnolo). Addio così al bricolage e al fai da te per fare posto a un bazar cinese: mentre sul piano di recupero dell’area dell’ex Fabbricone l’urbanistica fa il suo corso e si apre un processo partecipativo, l’imprenditoria orientale si espande in questa zona commerciale a nord della città che ricade nella proprietà della famiglia Balli, non lontana dal centro storico, con un grande punto vendita made in China che farà presto compagnia ai negozi a marchio “Maury’s”, “Unieuro” e “Limoni”.
Resta ancora un’incognita il destino dell’ex supermercato Pam di via Targetti perché Unicoop Firenze, per ragioni di tipo contrattuale, ancora non si sbilancia circa possibili operazioni di subentro. E invece l’ampia superficie per tanti anni occupata da Brico ha attirato in poco tempo nuovi commercianti, complice un grande parcheggio in una zona di passaggio che ultimamente s’era un po’ degradata, rimasta orfana di due catene della media e grande distribuzione.
Se la catena “Best Market” rappresenta la sfida di Ji Xiuxiang, imprenditore cinese classe 1979 che risulta domiciliato a Campi Bisenzio, un anno fa sbarcava in città “Angel Mercatone”, marchio di casalinghi con gli occhi a mandorla originario dell’Emilia Romagna che ha preso il posto dello storico “Cosci”. E in via Cavallotti, all’angolo con via San Giorgio, l’insegna “Mania” – altro bazar cinese – è ormai in piedi da quasi due anni. Commercio cinese, clientela soprattutto italiana attirata da merce “low cost”, fondi grandi che riprendono vita senza rimanere sfitti.
D’altro canto, secondo i dati sull’imprenditoria straniera pubblicati un mese fa dalla Camera di commercio, sono in crescita i numeri delle imprese cinesi attive nel commercio: 967 risultavano al 31 dicembre 2016, +4,2% rispetto alla fine del 2015. Non solo più pronto moda e confezioni, ormai i figli dell’Impero Celeste investono e diversificano in altri settori, rilevando anche storiche strutture ricettive come l’hotel Flora, tanto per citare il caso più recente raccontato dal Tirreno. Maria Lardar
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