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Muore perito tessile schiacciato dal muletto
Fabrizio Boccini, 52 anni, stava sollevando un altro elevatore caduto a terra La tragedia è avvenuta alla filatura Interfil di Vaiano. Disposta l’autopsia
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VAIANO. È morto sul colpo, senza neppure rendersene conto, con la testa schiacciata sotto un carrello elevatore utilizzato per alzare un altro muletto che era caduto. La tragedia del lavoro, la prima dopo qualche anno senza infortuni mortali nel settore tessile pratese, è avvenuta ieri mattina poco prima delle 10 alla Interfil, una filatura a cardato della zona artigianale di Vaiano, in fondo a via Giuseppe Di Vittorio, sulla quale si affacciano a schiera una serie di laboratori tessili artigiani, progettati tutti uguali e tutti insieme. Una quindicina gli operai impiegati alla Interfil.
Fabrizio Boccini, perito tessile di 52 anni residente a Montemurlo in via Cagliari ma da qualche tempo domiciliato a Vaiano in via di Moschignano, si trovava insieme al titolare della ditta, Enrico Limberti, ed ad alcuni colleghi nel resede esterno di fianco allo stabilimento. Era appena arrivato un camion carico di colli di lana cardata, la materia prima che in questo periodo dell’anno che precede l’estate dà molto lavoro ad uno dei settori più tradizionalmente pratesi, quello delle filature. Si trattava di caricare i colli per depositarli nel magazzino sul retro della ditta. Nel corse delle operazioni, compiute da Limberti e dagli altri operai decine di volte, è accaduto un incidente non infrequente: un muletto, probabilmente a causa del terreno sconnesso e al fatto che avesse il carrello elevatore con le braccia allungate per ricevere i colli di stoffa, è precipitato a terra. Gli operai hanno provato a sollevarlo con un altro muletto, per rimetterlo in piedi. Dal poco che si è potuto accertare in quei concitati momenti, anche questo secondo muletto è caduto, schiacciando Fabrizio Boccini: pare che l’operaio, quando si è reso conto che l’elevatore stava cadendo, sia sceso con un balzo, ma non ha fatto in tempo ad evitare che il macchinario gli cadesse addosso con la sua parte finale, che gli ha schiacciato la testa. Non è chiaro se l’operaio avesse o meno il casco, previsto dalle normative di sicurezza, che in questo caso però, molto probabilmente, non sarebbe bastato.
Gli operai si sono resi subito conto della gravità della situazione e hanno allertato immediatamente i soccorsi. Dopo pochissimi minuti sul posto è intervenuta un’ambulanza della Misericordia di Vaiano, ma il medico ha potuto fare ben poco: l’uomo era già morto. Nel giro di qualche minuto sono arrivati anche i carabinieri di Vaiano, che hanno transennato l’area, poi anche i vigili del fuoco dalla caserma provinciale di Prato. Mentre i carabinieri e i vigili del fuoco compivano i primi accertamenti, sono arrivati anche gli ispettori del servizio prevenzione e sicurezza dell’Asl, per verificare il quadro delle normativa sulla sicurezza del lavoro e le eventuali mancanze. A coordinare il lavoro, il sostituto procuratore Egidio Celano, che ha aperto un’inchiesta sull’infortunio mortale, disposto l’autopsia sul corpo dell’operaio cinquantaduenne e sequestrato il muletto che lo ha schiacciato.
Presto anche i familiari hanno appreso la tragica notizia, tanto che la moglie di Boccini è arrivata dopo circa un’ora e mezzo insieme ad uno dei due figli adolescenti della coppia sul luogo dell’infortunio. Sul posto anche numerosi operai delle ditte vicine, uno dei quali aveva lavorato proprio alla Interfil. «Sono tragedie che lasciano basiti perché possono capitare a chiunque di noi che lavoriamo nel tessile – racconta - Mi è capitato che cadesse un muletto e lo abbiamo risollevato con un altro. Sono macchinari con tre ruote che possono avere l’equilibrio molto precario se il terreno è sconnesso»,
Francesco Albonetti
Fabrizio Boccini, perito tessile di 52 anni residente a Montemurlo in via Cagliari ma da qualche tempo domiciliato a Vaiano in via di Moschignano, si trovava insieme al titolare della ditta, Enrico Limberti, ed ad alcuni colleghi nel resede esterno di fianco allo stabilimento. Era appena arrivato un camion carico di colli di lana cardata, la materia prima che in questo periodo dell’anno che precede l’estate dà molto lavoro ad uno dei settori più tradizionalmente pratesi, quello delle filature. Si trattava di caricare i colli per depositarli nel magazzino sul retro della ditta. Nel corse delle operazioni, compiute da Limberti e dagli altri operai decine di volte, è accaduto un incidente non infrequente: un muletto, probabilmente a causa del terreno sconnesso e al fatto che avesse il carrello elevatore con le braccia allungate per ricevere i colli di stoffa, è precipitato a terra. Gli operai hanno provato a sollevarlo con un altro muletto, per rimetterlo in piedi. Dal poco che si è potuto accertare in quei concitati momenti, anche questo secondo muletto è caduto, schiacciando Fabrizio Boccini: pare che l’operaio, quando si è reso conto che l’elevatore stava cadendo, sia sceso con un balzo, ma non ha fatto in tempo ad evitare che il macchinario gli cadesse addosso con la sua parte finale, che gli ha schiacciato la testa. Non è chiaro se l’operaio avesse o meno il casco, previsto dalle normative di sicurezza, che in questo caso però, molto probabilmente, non sarebbe bastato.
Gli operai si sono resi subito conto della gravità della situazione e hanno allertato immediatamente i soccorsi. Dopo pochissimi minuti sul posto è intervenuta un’ambulanza della Misericordia di Vaiano, ma il medico ha potuto fare ben poco: l’uomo era già morto. Nel giro di qualche minuto sono arrivati anche i carabinieri di Vaiano, che hanno transennato l’area, poi anche i vigili del fuoco dalla caserma provinciale di Prato. Mentre i carabinieri e i vigili del fuoco compivano i primi accertamenti, sono arrivati anche gli ispettori del servizio prevenzione e sicurezza dell’Asl, per verificare il quadro delle normativa sulla sicurezza del lavoro e le eventuali mancanze. A coordinare il lavoro, il sostituto procuratore Egidio Celano, che ha aperto un’inchiesta sull’infortunio mortale, disposto l’autopsia sul corpo dell’operaio cinquantaduenne e sequestrato il muletto che lo ha schiacciato.
Presto anche i familiari hanno appreso la tragica notizia, tanto che la moglie di Boccini è arrivata dopo circa un’ora e mezzo insieme ad uno dei due figli adolescenti della coppia sul luogo dell’infortunio. Sul posto anche numerosi operai delle ditte vicine, uno dei quali aveva lavorato proprio alla Interfil. «Sono tragedie che lasciano basiti perché possono capitare a chiunque di noi che lavoriamo nel tessile – racconta - Mi è capitato che cadesse un muletto e lo abbiamo risollevato con un altro. Sono macchinari con tre ruote che possono avere l’equilibrio molto precario se il terreno è sconnesso»,
Francesco Albonetti
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