le reazioni
«Cultura della sicurezza peggiorata con la crisi»
PRATO. «Non è stata una fatalità: manca la cultura della prevenzione». Dura la presa di posizione della Camera del Lavoro di Prato sulla morte dell’operaio cinquaduenne a Vaiano. «Mentre siamo in...
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. «Non è stata una fatalità: manca la cultura della prevenzione». Dura la presa di posizione della Camera del Lavoro di Prato sulla morte dell’operaio cinquaduenne a Vaiano. «Mentre siamo in viaggio per raggiungere Roma in occasione della manifestazione nazionale della Cgil per sostenere la battaglia per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori – si legge in una nota di Manuela Marigolli della Camera del Lavoro – apprendiamo la tragica notizia della morte sul lavoro a Vaiano. Nell’esprimere il più profondo cordoglio e la vicinanza alla famiglia del lavoratore ed in attesa che emergano i dettagli sulla dinamica dell’incidente, vogliamo ribadire con forza l’inaccettabilità di ogni morte sul lavoro. Troppo spesso per giustificare queste tragedie ci si appella alla fatalità mentre la vera causa resta la mancanza di una concreta cultura della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro».
«La seconda vittima nel giro di una settimana, una tragedia senza fine, inaccettabile per qualsiasi paese civile, una scia di sangue che deve essere fermata al più presto». Queste le parole del segretario generale della Uil Toscana Annalisa Nocentini. «Alla famiglia va il cordoglio di tutti la Uil Toscana», ha aggiunto. Due morti sul lavoro nel giro di una settimana sono incubo senza fine. Qualche giorno fa un ragazzo di appena 21 anni a Osmannoro, oggi un operaio a Vaiano. Siamo stanchi di sgolarci per richiamare tutti al minimo di regole per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro. Servono certezze, basta con queste tragedie che gettano nella disperazione famiglie e intere comunità. Facciamo appello affinché anche la tragedia di oggi non cada nel dimenticatoio».
Al coro dei sindacalisti si unisce il presidente della Regione Enrico Rossi: «Sono troppe le vite spezzate durante un turno di lavoro. Conquiste che sembravano acquisite, come la sicurezza e la protezione dei lavoratori nelle ore e nei luoghi del lavoro, non lo sono più. Anche la crisi ha intensificato i ritmi e non ha aumentato solo lo sfruttamento ma ha anche indebolito gli anticorpi verso l’illegalità, il sommerso e la precarietà delle condizioni di lavoro». «Alla famiglia, agli amici ed ai colleghi di questo lavoratore – conclude Rossi – esprimo la mia più sincera solidarietà e vicinanza».
«La seconda vittima nel giro di una settimana, una tragedia senza fine, inaccettabile per qualsiasi paese civile, una scia di sangue che deve essere fermata al più presto». Queste le parole del segretario generale della Uil Toscana Annalisa Nocentini. «Alla famiglia va il cordoglio di tutti la Uil Toscana», ha aggiunto. Due morti sul lavoro nel giro di una settimana sono incubo senza fine. Qualche giorno fa un ragazzo di appena 21 anni a Osmannoro, oggi un operaio a Vaiano. Siamo stanchi di sgolarci per richiamare tutti al minimo di regole per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro. Servono certezze, basta con queste tragedie che gettano nella disperazione famiglie e intere comunità. Facciamo appello affinché anche la tragedia di oggi non cada nel dimenticatoio».
Al coro dei sindacalisti si unisce il presidente della Regione Enrico Rossi: «Sono troppe le vite spezzate durante un turno di lavoro. Conquiste che sembravano acquisite, come la sicurezza e la protezione dei lavoratori nelle ore e nei luoghi del lavoro, non lo sono più. Anche la crisi ha intensificato i ritmi e non ha aumentato solo lo sfruttamento ma ha anche indebolito gli anticorpi verso l’illegalità, il sommerso e la precarietà delle condizioni di lavoro». «Alla famiglia, agli amici ed ai colleghi di questo lavoratore – conclude Rossi – esprimo la mia più sincera solidarietà e vicinanza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
