Il Tirreno

Prato

Mini orti urbani per giovani contadini a Viaccia

Cristina Orsini
L'area di Viaccia che sarà destinata ai 47 orti urbani
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L'area di Viaccia che sarà destinata ai 47 orti urbani

PRATO. Un progetto da 150.000 euro prevede la realizzazione di 47 campi di 45 metri quadrati ciascuno in concessione (quasi) gratuita

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PRATO. Quarantasette orti urbani, ampi 45 metri quadrati ciascuno. Orti da non confondere con quelli “sociali”, ovvero destinati ai “nonni”, che verranno dati in gestione (in via del tutto gratuita con il solo pagamento delle spese) ai giovani fino a 40 anni per coltivare ortaggi, frutta, fiori, esclusivamente con i criteri dell’agricoltura biologica. Il raccolto non potrà essere venduto ma utilizzato per fini personali o della famiglia.

Gli orti nasceranno a Viaccia in un appezzamento di terreno compreso tra via Gavinana e via Pistoiese, in un’area pubblica già a destinazione agricola. E siccome la Regione ha ufficializzato il finanziamento di 100. 000 euro destinati a Prato, tra i Comuni vincitori del bando “Centomila orti in Toscana”, si può dire che il progetto — già passato in commissione urbanistica, in attesa del vaglio del consiglio comunale in particolare nella parte che riguarda il bando con il quale verranno scelti i cosiddetti “ortisti”, coloro i quali materialmente si prenderanno cura del pezzo di terra — si farà. E con tempi celeri.

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Obiettivo: agricoltura di qualità fin quasi dentro i centri urbani e non solo come passatempo ma anche come attività. Una porta aperta, per i giovani, su un settore del mondo del lavoro che negli ultimi ha di nuovo preso impulso. «È quello a cui il progetto punta — spiega l’assessore all’ambiente Filippo Alessi — e non è un caso se abbiamo scelto un terreno vicinissimo alla frazione e ben servito dai mezzi pubblici. Non solo però, perché oltre gli spazi per la coltivazione sono previste aree comuni per la condivisione e la socializzazione e punti specifici per la didattica».

Il progetto. «Il finanziamento della Regione — spiega l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis — andrà a sommarsi ad altri 50. 000 euro che metterà il Comune e servirà per realizzare l’area destinata agli orti urbani». Che diventerà una sorta di giardino, aperto a tutti, ma con una recinzione esterna, due ingressi: uno carrabile per i mezzi della manutenzione, l’altro pedonale, diviso in due aree, una ad ovest suddivisa nei 47 orti individuali e una a est per i servizi: igienici, i locali attrezzi comuni, l’impianto di irrigazione, la rete fognaria, l’impianto WiFi. Nella zona est nasceranno anche le aree comuni: uffici amministrativi, spazi da condividere all’aperto (un gazebo di 8 metri di forma ottagonale) e al chiuso (tre prefabbricati che serviranno anche come uffici, deposito e bagni), il “comunity garden”, cioè l’area per la coltivazione collettiva.Le 47 piazzole saranno suddivise da vialetti e ciascuna avrà una recinzione in cemento bassa.

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La gestione. Il giardino degli orti verrà dato in gestione dal Comune (attraverso un bando che resterà pubblicato 30 giorni) a un unico soggetto per 5 anni: il punteggio premierà raggruppamenti di associazioni, enti eccetera con una elevata presenza giovane. Una volta che il gestore verrà scelto, spetterà a quest’ultimo pubblicare un avviso per la selezione dei “micro contadini”. Una commissione creata appositamente formerà una graduatoria sulla base delle domande.

I compiti dell’ “ortista”. Come dovrà comportarsi chi ottine l’orticello in concessione? Prima di tutto dovrà coltivare mettendo al bando sostanza nocive e pestici, vietatissimi gli Ogm. I prodotti del giardino degli orti dovranno essere assolutamente biologici. Vietato venderli, consentito portali a casa. Consigliate le coltivazioni autoctone, alberi da frutto e viti potranno essere coltivate solo nelle are comuni. Gli “ortisti” avranno il terreno in concessione, l’unica cosa che dovranno pagare (ogni sei mesi) saranno le spese: acqua, luce, assicurazioni. La quota verrà stabilita ogni anno dall’assemblea degli ortisti e preventivamente concordata con il gestore. Chi non pagherà la quota perderà l’orto.

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