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Tre presidi in partenza tra orgoglio ed emozione

Tre presidi in partenza tra orgoglio ed emozione

PRATO. In quelle scuole ci lasciano pezzi di cuore. Come bambini che hanno visto crescere e spiccare il volo. Eccome se l’hanno spiccato. Quando è arrivata lei nel 2004, la preside Grazia Maria...

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PRATO. In quelle scuole ci lasciano pezzi di cuore. Come bambini che hanno visto crescere e spiccare il volo. Eccome se l’hanno spiccato. Quando è arrivata lei nel 2004, la preside Grazia Maria Tempesti, l’istituto “Gramsci-Keynes” contava 800 iscritti, quasi tutti aspiranti geometri. Poi è arrivato l’indirizzo turistico, il liceo scientifico e, da ultimo, l’indirizzo sportivo. Dal settembre prossimo Grazia Maria Tempesti non guiderà più la “sua” scuola. «Vado in pensione dopo 42 anni e tre mesi di servizio», annuncia dall’altra parte del filo con la voce un po’emozionata. In fondo, quella scuola la preside Tempesti se l’era un po’scelta. Ci studiava il figlio, tanto da sedere come rappresentante dei genitori nel consiglio di istituto. «Sono stati anni di grandi trasformazioni in cui ho cercato di gestire al meglio le direttive sui nuovi ordinamenti che arrivavano da Roma. Credo che il “Gramsci-Keynes” debba rimanere una scuola al passo coi tempi». Al polo di via Reggiana a breve un’altra scrivania rimarrà vacante, quella della preside Maria José Manfré, anche lei prossima alla pensione. Dieci anni al tecnico “Dagomari”non si scordano facilmente. «Quando sono entrata non s’arrivava a 700 iscritti, ora ne ho 1200 e settembre avremo 14 prime classi». La dirigente batte i pugni per la carenza di spazi. «Per motivi di sicurezza con i numeri attuali saremo costretti a introdurre dei criteri di selezione». La presidente Manfré punta il dito contro la scelta di trasferire dal “Datini” al “Dagomari” l’indirizzo economico-turistico e quello dei servizi sociali, voluta cinque anni fa dalla Provincia. «Scelta deleteria in termini di ottimizzazione degli spazi». Ultime settimane di lavoro anche per Gianna Celli, preside dell’istituto comprensivo “Puddu” e del “Pontormo” di Carmignano dove è reggente. «La pensione è un passo difficile – ammette – perché la scuola mi ha dato tanto».
Chi prenderà il loro posto? In attesa di capire i prossimi spostamenti dei dirigenti scolastici (saranno comunicati all’ufficio scolastico regionale intorno a luglio), aleggia lo spettro della reggenza. Mancano all’appello presidi a fronte della prossima tornata di pensionamenti. E il concorsone per i nuovi dirigenti non è stato ancora bandito. «Si preannuncia un bel caos con colleghi che dovranno guidare due scuole – ammette Manfré – mentre si chiede di fare le nozze coi fichi secchi». (m. l.)

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