Meteo
Quasi duemila famiglie pratesi vivono in povertà
Prato, il bilancio 2016 dell'Emporio della Solidarietà. Metà sono italiani, metà stranieri. In media nel corso dell’anno ogni famiglia ha ricevuto beni per 815 euro
PRATO. Sono 1.895 le famiglie pratesi che lo scorso anno hanno fatto la spesa all’Emporio della Solidarietà di via del Seminario, il supermercato solidale promosso da Caritas, Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Ammonta infatti a 50 in più rispetto al 2015 il numero dei nuclei familiari in difficoltà assistiti nel 2016, come riporta il bilancio sociale dell’Emporio, presentato oggi, mercoledì 3, all’istituto Dagomari.
La struttura, attiva dal 2008, prima in Italia nel suo genere, consente alle famiglie in difficoltà economica di ricevere gratuitamente prodotti alimentari e per la casa attraverso una speciale “tessera a punti”, e negli anni ha visto crescere il numero di nuclei sostenuti in maniera costante (nel 2008 erano appena 400). Nel 2016 si stima che le persone aiutate dal servizio siano state circa 8.500.
«Prato ha una storia di benessere, ma ora presenta sacche di povertà e miseria - ha affermato il vescovo Franco Agostinelli -. Lo vediamo dalle tante persone che continuamente si rivolgono alle parrocchie e alla diocesi per chiedere una casa, un lavoro o del denaro per i propri bisogni. Quella dell’Emporio è quindi una presenza importante, che fa fronte ad una necessità oggettiva della città».
Sul totale delle famiglie sostenute dall’Emporio la metà sono italiane e l’altra metà straniere. Tra queste le nazioni più rappresentate sono Albania, Marocco, Nigeria e Romania, seguite da Pakistan, Bangladesh, Perù ed Ucraina. Quasi assenti le richieste di aiuto da parte della comunità cinese.
«Il numero di famiglie italiane bisognose è cresciuto negli ultimi anni - ha spiegato il il coordinatore dell’Emporio Umberto Ottolina -. Nonostante abbiamo aumentato il numero delle tessere, percepiamo comunque l’urgenza da parte della città nei confronti del servizio (anche a giudicare dai tempi di attesa per la tessera, che sono attualmente di circa un mese e mezzo). Segno che dell’Emporio c’è davvero bisogno - come testimoniano le file che a volte ci sono per accedere alla struttura -. Non riusciamo a mantenere interamente una famiglia, ma arriviamo a provvedere anche al 50 o 60 percento delle sue necessità».
Sono 1.257.285 i prodotti erogati dall’Emporio ai cittadini bisognosi nel 2016 - che vanno dalla pasta alla carne, dal pesce alla verdura, dal pane ai prodotti per l’igiene e per la casa -, con un valore commerciale stimato di 2 milioni e 271mila euro. In media nel corso dell’anno ogni famiglia ha ricevuto beni per 815 euro (725 euro nel 2015). I prodotti sono stati donati per il 58 percento da aziende (di questi il 3,8 percento è stato acquistato), il 18 percento dalla Coop, il 12 percento dall’Agea (l’Agenzia europea per gli aiuti alimentari), il 5 percento da privati e il 3 percento da raccolte presso i supermercati.
Nel 2016 è inoltre aumentato il contributo a favore dell’Emporio da parte degli enti promotori, che provvedono per il 66 percento agli oneri di gestione del progetto (il restante è sostenuto da donazioni private), pari ad oltre 200mila euro all’anno: la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato è passata da 40 a 70mila euro di contributo e il Comune da 20 a 50mila euro (coprendo anche la quota della Provincia). La Caritas ha confermato la propria adesione per 20mila euro mentre la Provincia (che non ha più disponibilità economica in quanto ente di secondo livello) continua a concedere in comodato d’uso gratuito gli spazi di via del Seminario, a cui si sono aggiunti nei mesi scorsi nuovi ambienti.
«Quella dell’Emporio della Solidarietà è un’esperienza fondamentale per le famiglie in difficoltà - ha commentato il sindaco Matteo Biffoni -. Ci è sembrato perciò giusto fare uno sforzo per trovare in bilancio delle risorse in più da destinare a questa realtà, che garantisce alla città un servizio di una qualità e di un valore non sostituibili».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
