Il presidio
Tragedia di Mezzana, ancora gravissima la madre della vittima
La polizia municipale ha ricostruito la dinamica dello scontro: la conducente italiana dell'Opel Agila non ha rispettato lo stop e ha urtato l'auto condotta da una cinese. Ora è indagata per omicidio stradale
PRATO. Restano gravissime le condizioni della madre di Lisa Baldini, la donna di 32 anni morta nel pomeriggio di domenica 30 aprile in conseguenza di un incidente avvenuto all'incrocio tra via Picasso e via Viottolo di Mezzana, dove un'auto condotta da una donna cinese e urtata da una vettura condotta da una donna italiana di 79 anni è finita sul marciapiede travolgendo Lisa insieme alla madre. Quest'ultima, 75 anni, è ancora ricoverata in prognosi riservata all'ospedale di Prato, mentre la sorella di Lisa, anche lei presente sul marciapiede, è uscita miracolosamente incolume dall'incidente.
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Chiarita anche la dinamica dello scontro. Due telecamere, tra cui una piazzata sul perimetro del Comando provinciale dei carabinieri hanno ripreso lo scontro e grazie alle immagini la polizia municipale ha accertato che la conducente italiana dell'Opel Agila, sorella della titolare del negozio di parrucchiera di via Don Pio Vannucchi dove da tempo lavorava Lisa Baldini, non ha rispettato lo stop e ha colpito l'Audi A3 condotta dalla donna cinese, che è finita sui tre pedoni che erano sul marciapiede. La conducente italiana è attualmente indagata per omicidio stradale.
Risulta formalmente indagata anche la conducente cinese dell'Audi A3, ma solo per scrupolo, per consentire al sostituto procuratore Lorenzo Boscagli di fare accertamenti sulla velocità della vettura, che non dovrebbe essere stata sostenuta. Il magistrato ha ordinato il sequestro di entrambe le auto e domani, mercoledì 3, darà l'incarico al medico legale per l'autopsia sulla salma della vittima, esame che sarà eseguito a Pistoia giovedì 4. I funerali, curati dai servizi funebri della Pubblica Assistenza, non prima di venerdì o sabato.
Non sono risultate irregolarità sulla patente di guida della conducente dell'Opel Agila. L'ipotesi prevalente è che la donna si sia distratta al momento di affrontare l'incrocio regolato da uno stop, non rispettato. In quel momento la donna si trovava il sole in faccia, ma il particolare non viene ritenuto significativo. C'è da aggiungere che la conducente dell'Agila doveva conoscere molto bene quell'incrocio perché abita nella zona e lo avrà percorso altre centinaia di volte.
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