Il presidio
Protesta contro gli alloggi popolari nel condominio di lusso
Prato, i residenti di via Fratelli Cervi bocciano l’idea del Comune di destinare l’appartamento sotto confisca all’emergenza casa
PRATO. “Pecunia non olet”, nemmeno quando la “paternità” è molto incerta, nemmeno quando si tratta di beni sottoposti a confisca, ovvero quando c’è una buona probabilità, se non la certezza, che quei capitali, siano soldi o case, provengano da attività legate alla criminalità organizzata.
E dunque, seguendo il principio del “denaro non ha odore”, si manifesta. In questo caso contro il rischio che un bell’appartamento di 200 metri quadrati in zona signorile, venga frazionato per ricavarne case per i poveri - detto altrimenti: famiglie bisognose - e che quell’enclave popolare, provochi la svalutazione del valore degli immobili adiacenti. Figurarsi se arriveranno i profughi, eventualità però che il Comune ha già scartato e con forza. L’avevano annunciato e l’hanno fatto: i residenti di via Fratelli Cervi e strade limitrofe - zona di ville e condomini di lusso - sono scesi in strada per protestare contro l’idea del Comune - una volta acquisito l’appartamento confiscato a un personaggio coinvolto in una delle inchieste sulle attività dei fratelli Terracciano, presunti boss della camorra - di destinare quell’immobile all’emergenza abitativa.
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Manifestazione sobria, una trentina di residenti per strada, nessun cartello, poche parole, un’istanza forte: «Di sapere con chiarezza in quale modo il Comune ha intenzione di utilizzare l’appartamento». La richiesta di un incontro con i rappresentanti istituzionali è già stata presentata in Comune. Manca solo la data dell’appuntamento.
D’altronde la zona è di quelle “alte”, vicinissima a Le Sacca, edilizia curata, viali e verde. Il Comune ha già fatto sapere che la fretta non c’è: perché l’immobile - 12 stanze, un grande garage, terrazzi, rifinizioni accurate, camino, legno, piastrelle - se verrà assegnato al Comune per essere utilizzato a fino sociali (unica strada per acquisire al patrimonio pubblico un bene sottoposto a confisca) passeranno almeno sei mesi.
Inoltre sono diverse le strade che l’amministrazione pubblica potrà percorrere: se effettivamente l’appartamento di lusso verrà assegnato al Comune (ma la domanda potrà essere avanzata anche da altri enti pubblici o associazioni che combattono la criminalità organizzata) il bene potrà essere utilizzato direttamente ma potrà anche essere ceduto. Basta che il ricavato vada a realizzare progetti sociali.
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