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Scritte offensive sui muri di Galciana: condannata l'ex amante
Si è concluso il processo nei confronti di una donna sulla sessantina che era accusata di diffamazione nei confronti di una coppia di coniugi e dei loro due figli
PRATO. L'ex amante che ha perseguitato l'uomo col quale aveva avuto una relazione e la moglie riempiendo di scritte i muri di Galciana è stata condannata a sei mesi di reclusione (pena sospesa) e a un risarcimento nei confronti dei coniugi e dei loro due figli. Si è concluso così davanti al giudice monocratico Mancini il processo nei confronti di una donna vicina alla sessantina che era accusata di diffamazione. La vicenda risale al dicembre del 2013, quando sui muri di Galciana comparvero nel giro di pochi giorni decine di scritte offensive nei confronti dell'uomo, della moglie e dei figli. L'uomo, che aveva avuto una relazione con la presunta responsabile, sospettò subito di lei e ingaggiò anche un investigatore privato per incastrarla ma fu un parente a dire di aver visto l'ex amante accanto a una scritta appena vergata. La donna negò ma fu comunque citata in giudizio e ora, al termine di un lungo processo, è stata condannata. Nel corso del procedimento è stata acquisita anche una perizia grafologica redatta dalla dottoressa Patrizia Macedonio che ha confermato come l'autrice delle scritte fosse l'imputata, che è stata condannata a sei mesi e a un risarcimento provvisionale di 800 euro a testa ai due coniugi e ai due figli. La donna era difesa da Giuseppe Bonfante, mentre la parte civile era rappresentata da Christian Vannucchi.
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