Il Tirreno

Prato

Omicidio del portiere di notte: fermato un marocchino, stava scappando

Cristina Orsini
La scientifica dei carabinieri sul luogo dell'omicidio, nel riquadro Leonardo Lo Cascio
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La scientifica dei carabinieri sul luogo dell'omicidio, nel riquadro Leonardo Lo Cascio

Prato, svolta nelle indagini sull'assassinio di Leonardo Lo Cascio, ucciso la sera del 30 marzo scorzo in piazzale Falcone e Borsellino: i carabinieri hanno bloccato l'uomo all'aeroporto di Bologna

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PRATO. Svolta nella indagini sull'omicidio del guardiano di notte Leonardo Lo Cascio, ammazzato intorno alle 21,30 di giovedì 30 marzo in piazzale Falcone e Borsellino. Un uomo di nazionalità marocchina è stato bloccato dai carabinieri del Nucleo operativo di Prato all'aeroporto di Bologna, portato a Prato e interrogato nella notte dal sostituto Egidio Celano che coordina le indagini assieme al procuratore capo Giuseppe Nicolosi. Al termine dell'interrogatorio è scattato il fermo.

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L'uomo, 30 anni, ex operaio specializzato in una tintoria, ultimamente faceva lavoretti saltuari, qualche  precedente penale per reati contro la persona, un anno fa "pizzicato" per uno scippo (assistito dagli avvocati Gabriele Terranova e Luca Ancona), è stato segnalato nel tardo pomeriggio di sabato primo aprile, in attesa di imbarcarsi su un volo diretto in Marocco nello scalo Gugliemo Marconi del capoluogo emiliano-romagnolo. Gli uomini del colonnello Marco Grandini, al comando del capitano Vitantonio Sisto sono arrivati appena in tempo: il nordafricano stava per imbarcarsi. Alla vista dei militari non ha opposto resistenza, è salito sull'auto civetta ed è arrivato un'ora dopo in caserma dove l'attendeva il sostituto Celano.

L'interrogatorio - il marocchino ha confessato dando la propria versione dei fatti - è durato tutta la notte, alla fine è scattato il fermo. Secondo investigatori e inquirenti, sarebbe stato il trentenne a colpire con un fendente alla gola il portiere di notte, poco prima che si recasse al lavoro all'Art Hotel. E se ancora mancano alcuni dettagli alla ricostruzione complessiva dei quei momenti drammatici, sono molti gli elementi che gli investigatori hanno raccolto negli ultmi tre giorni di indagine convulse e che in maniera univoca conducono al giovane marocchino.

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Prima di tutto il presunto assassino di Lo Cascio è stato ripreso (per ben due volte) dalle telecamere. In una  delle riprese si vede di fronte e anche se il viso era travisato da un cappellino calcato in testa e dagli occhiali neri, la fisionomia risultava chiara. Poi i vestiti: anche questi si vedono nitidamente nelle immagini delle telecamere e sono stati confrontati una volta recuperati dagli investigatori, lo stesso è valso per lo zainetto.

Ma c'è dell'altro: il giovane uomo sarebbe stato visto da alcuni testimoni nei pressi di piazzale Falcone e Borsellino subito dopo il delitto. Il presunto assassino, quindi, una volta disfattosi degli indumenti intrisi  di sangue della vittima e del portafogli con dentro 20 euro ritrovato nella campana del vetro collocata prima del distributore Esso, lungo viale della Republica, sarebbe tornato sul luogo del delitto.  

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Sono stati questi elementi a formare il puzzle attraverso il quale gli investigatori, spulciando negli archivi e nelle foto segnaletiche, sentendo i frequentatori, borderline, del parcheggio del Lidl e di giardinetti di fronte, all'angolo con via Ferrucci, sarebbero riusciti a individuare il presunto responsabile. La prova definitiva, però, verrà dagli accertamenti tecnico scientifici che il sostituto Celano affiderà, nelle prossime ore, a un genetista. In mano agli inquirenti ci sono maglione e giubbotto del marocchino  (sporchi del sangue della vittima) sui quali verrà fatto la ricerca del Dna. Indagini ancora aperte, invece, sul movente dell'omicidio.

Il sindaco Biffoni si è congratulato con le forze dell'ordine e la Procura. "La morte di Leonardo Lo Cascio è prima di tutto un episodio terribile per tutti, ed è un fatto di gravissimo: chi ne è stato responsabile deve pagare in sede giudiziaria, non per vendetta ma per giustizia. Resta il dolore per quanto è accaduto e voglio esprimere la massima vicinanza alla famiglia che sta affrontando questo forte dramma. E' stato un episodio per cui difficilmente si trovano parole adeguate, ma davanti al quale lo Stato ha reagito prontamente attraverso l’ottimo lavoro delle forze dell’ordine e della Procura della Repubblica. La presenza delle telecamere in zona, implementate negli ultimi mesi, sicuramente è stata di aiuto all’importante è accurato lavoro investigativo svolto". Il sindaco Matteo Biffoni si è congratulato con le Forze dell'Ordine e la Procura alla notizia del fermo del responsabile della morte di Leonardo Lo Cascio.

"Il responsabile del delitto è stato individuato e fermato in meno di 48 ore, segno del controllo e della conoscenza del territorio e di una presenza attiva e attenta delle istituzioni, a partire dalle Forze dell’ordine - sottolinea Biffoni -. Aspettiamo di sapere gli elementi dell’operazione, ma da subito voglio ringraziare la Prefettura, l'arma dei Carabinieri e la Procura della Repubblica per il grande impegno e professionalità grazie alle quali hanno individuato subito il responsabile. La stessa professionalità con cui un anno fa fu risolto il caso dell'omicidio di Fouad, ucciso nei giardini di via del Campaccio, e poche settimane fa ha portato a individuare a stretto giro l’autore di una rapina a mano armata in un negozio di fiori. 

"Tutto questo certo non ci restituirà Leonardo e certo non basterà a lenire il dolore della famiglia, a cui tutta la comunità si associa e a cui a nome di tutta Prato esprimo le condoglianze - conclude il sindaco -. E' altrettanto certo però che sapere che lo Stato assicura alla giustizia e, ne siamo certi, punirà chi compie questi efferati reati è un motivo di conforto".

 

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