Il Tirreno

Prato

La ricerca scientifica del Pin coinvolge le aziende e fa utili

L'inaugurazione dell'anno accademico 2016-2017 al Pin
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L'inaugurazione dell'anno accademico 2016-2017 al Pin

Prato, inaugurato l’anno accademico 2016-2017. Il presidente Fioravanti: «Ci stiamo caratterizzando come agenzia di servizi». Il sindaco Biffoni: «Occorre offrire alloggi in convenzione agli studenti»

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PRATO. Un milione di euro investiti in ricerca, 600mila euro di utile, 160 aziende coinvolte e 10 progetti di ricerca europei. Sono i numeri del Pin, il polo “Città di Prato” dell’Università degli Studi di Firenze, che oggi, mercoledì 29, nell’aula magna della sede di piazza Ciardi, ha dato il via all’anno accademico 2016 - 2017 (presente anche la compagnia teatrale universitaria “Binario di Scambio”, che festeggia 10 anni di attività). Mille gli studenti iscritti al polo, che, oltre a contare cinque corsi di laurea - 3 triennali, uno magistrale e un master di primo livello -, sta sviluppando sempre di più la sua vocazione per l’alta formazione e la ricerca scientifica: sono infatti 32 i laboratori attivi al Pin in diversi ambiti disciplinari, dalla meccanica avanzata all’energetica, dalle telecomunicazioni alle scienze economiche e aziendali, dai rifiuti all’Ict passando per l’archeologia.

«Stiamo realizzando qui cose nuove e inedite, che probabilmente non sarebbero state possibili nelle sede di Firenze - ha spiegato il presidente del polo universitario Maurizio Fioravanti -. Attraverso il contatto con il territorio pratese, abbiamo voluto espandere l’esperienza dell’università, in un’ottica di arricchimento reciproco». È infatti stretta la relazione tra il Pin e il tessuto economico della città (ed oltre), nei confronti del quale il polo universitario si sta ponendo sempre di più come “agenzia di servizi”. A fronte di una diminuzione di finanziamenti pubblici pari a circa 300mila euro in tre anni, il Pin ha prodotto nello stesso periodo un utile di 600mila euro tramite le attività conto terzi per le aziende del territorio, agendo come un vero e proprio ufficio ricerca e sviluppo esterno.

«Senza questa capacità di reazione alla crisi - spiega Fioravanti -, la situazione sarebbe oggi quella di un bilancio con segni decisamente negativi». Da qui la capacità del Pin di inserire numerosi giovani nel mondo della ricerca: nel triennio 2014-2016 ha finanziato 23 assegni e 16 borse di ricerca, 3 borse di dottorato e 1 posto di ricercatore a tempo determinato, per un investimento totale di quasi un milione di euro. «Le università, così come gli studenti, devono essere una risorsa per le città in cui si trovano - ha affermato il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei -, perchè sono il luogo in cui matura l’innovazione. Il Pin ha sempre creduto in questo assunto ed è per questo che oggi rappresenta un esempio d’eccellenza di che cosa deve essere un campus metropolitano, che sa aprirsi alla società». Dei mille studenti del Pin 200 sono fuori sede.

Tra i propositi per il futuro del polo universitario, dopo la realizzazione della mensa studentesca, c’è anche la realizzazione, in concerto con l’amministrazione comunale, di una casa dello studente che possa sopperire al loro bisogno di alloggi.

«Nell’attesa che si sblocchino i fondi regionali per la creazione di una casa dello studente vera e propria - ha spiegato il sindaco Matteo Biffoni -, ci stiamo attivando affinché vengano stipulati degli accordi tra il Pin ed alcuni privati per offrire agli studenti alloggi in convenzione e a prezzi convenienti». Gli immobili dedicati ai fuori sede dovrebbero sorgere in via Strozzi e in alcune strade del centro storico. Un’accelerata verso una “Prato città universitaria” sarà data inoltre dal prossimo arrivo in città di nuove università straniere: ormai concreta l’apertura della sede pretese della cinese Wenzhou University, mentre sono in corso le trattative con lo Shenkar College di Tel Aviv, in Israele. Spunta inoltre a sorpresa una nuova università americana interessata ad aprire una sede a Prato, che andrebbe ad aggiungersi alle due anglofone già presenti in città - la statunitense New Haven e l’australiana Monash.

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