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Oltre 65.000 visitatori al Pecci per “La fine del mondo”
PRATO. «La fine del mondo mi ha cambiato la vita». Così una cinquantenne pratese, domenica sera a un quarto d'ora dalla chiusura definitiva della mostra allestita al Centro Pecci dal 16 ottobre...
PRATO. «La fine del mondo mi ha cambiato la vita». Così una cinquantenne pratese, domenica sera a un quarto d'ora dalla chiusura definitiva della mostra allestita al Centro Pecci dal 16 ottobre scorso, che ha visto ben 65.143 persino varcare la soglia del nuovo museo regionale. Il direttore Fabio Cavallucci ha voluto ricordare questo particolare perché corrispondeva all'intento iniziale della mostra, «coinvolgere emotivamente i visitatori, nel bene e nel male, ovvero provocare emozioni, che l'arte contemporanea non sempre riesce a fare». E ancora: «I dati di affluenza alla mostra ma anche a tutti gli eventi, dalla musica alla danza, dal cinema al teatro, hanno dimostrato che è possibile lavorare sull'avanguardia, con risultati popolari - continua Cavallucci - D'altronde il fine del centro pecci è questo».
E il successo del museo regionale è comprovato anche dall'invito rivolto in questi giorni a Fabio Cavallucci, perché il Centro Pecci partecipi al grande evento culturale in programma per la tarda primavera a Firenze e in altre prestigiose sedi toscane. A proporre l'invito è stato lo storico dell'arte Sergio Risaliti, tra l'altro pratese doc, che è il curatore di "Ytalia. Energia Pensiero Bellezza", la grande mostra di arte contemporanea promossa dal Comune di Firenze e organizzata dall'associazione Muse, al via dal 2 giugno al 1 ottobre 2017. Il clou dell'esposizione sarà nei luoghi più significativi di Firenze. Il Forte Belvedere, Gallerie degli Uffizi, palazzo Vecchio, palazzo Pitti, il giardino di Boboli, la basilica di Santa Croce, il museo Novecento, il museo Marino Marini, dove verranno allestire le opere di Giovanni Anselmo, Marco Bagnoli, Domenico Bianchi, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Nunzio, Mimmo Paladino, Giulio Paolini e Remo Salvadori.
Sono stati invitati Casa Masaccio di San Giovani Valdarno e la Fattoria di Celle di Santomato con mostre proprie, così come il Centro Pecci parteciperà con la mostra sulla ricostruzione della sezione Comportamento, curata da Renato Barilli, della Biennale di Venezia del 1972, con artisti comei Mario Merz, Luciano Fabro e Gino De Dominicis.Per finire con la presidente della Fondazione per le arti contemporanee in toscana, Irene Sanesi: «Da oggi in avanti non porteremo solo ad esempio Effect Guggenheim o Pompidou, ma anche Effetto Pecci. Uno spazio aperto inclusivo creativo per tutti».
Riccardo Tempestini
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