Sperimentazione 5G, il "Fatto" attacca Giacomelli: "Scelta Prato perché è la sua città"
Ironica la replica del sottosegretario alle Comunicazioni: "Per il mio ego sarebbe una cosa fantastica, ma non è vero"
PRATO. Botta e risposta tra il Fatto Quotidiano e il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli. Il quotidiano, con un articolo di Giorgio Meletti, ha ironizzato sul fatto che Prato sia stata inserita tra le cinque città italiane che sperimenteranno la rete 5G, cioè la tecnologia di telefonia mobile di quinta generazione. Perché proprio Prato, accanto a grandi città come Milano e Bari? si è chiesto il Fatto. Ma perché Prato è la città di Giacomelli, si è risposto, definendo il sottosegretario (che però chiamano viceministro) "un acrobata della prima repubblica 5.0".
La risposta di Giacomelli non è tardata, sempre sul filo dell'ironia. "Capisco - dice Giacomelli, che tutto il senso del pezzo è nella tesi che tra le 5 città dove si sperimenta il 5G è stata inserita Prato solo perché è la mia città. Confesso che per il mio ego questa tesi sarebbe fantastica’’. Giacomelli però ricorda che Prato è la terza città dell’Italia centrale, dopo Roma e Firenze; uno dei distretti manifatturieri più importanti d'Europa e la sola città italiana non capoluogo di regione ad avere un tavolo permanente aperto con il governo nazionale”. E tutto questo, chiosa, "addirittura da prima che io diventassi sottosegretario...". Ironica anche la chiusa: "Insomma, una giornataccia: non sono viceministro, non posso, in coscienza, definirmi acrobata e la scelta di Prato è merito della città e non del mio certificato anagrafico. Mi consolano un po' i numerosi e qualificati riconoscimenti, con buona pace del Fatto Quotidiano, per il lavoro che il governo sta facendo su banda ultralarga, 5G e innovazione".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
