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Trentenne morta in albergo, indagato il fidanzato
La Procura ipotizza il reato di morte in conseguenza di un altro reato, ma al momento solo come garanzia in vista dell'autopsia
PRATO. Il fidanzato della trentenne pratese trovata morta nella mattinata di lunedì 13 in una camera dell'Una Hotel in via Pisana a Firenze è stato indagato con l'ipotesi di morte in conseguenza di un altro reato. Si tratta più che altro di un atto dovuto, che consentirà all'uomo, gestore di un distributore a Prato in viale Montegrappa, di poter nominare, se lo vorrà, un proprio consulente che assista alle fasi dell'autopsia, che dovrebbe essere eseguita giovedì 16 dal medico legale.
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Le indagini sulla morte della trentenne sono coordinate dal sostituto procuratore fiorentino Tommaso Coletta, al quale finora non sono stati forniti elementi che facciano pensare a qualcosa di diverso da un malore fatale. Nessun segno di violenza sul corpo della trentenne. Solo alcune bottiglie di champagne e forse un po' di polvere bianca, che ha indotto la polizia giudiziaria a ipotizzare un cocktail di alcol e droga. Difficile infatti morire per un'overdose da cocaina, è più frequente il caso di una serie di fattori che si vanno a sommare per portare a una tragedia come questa.
Secondo quanto riferito, la trentenne sarebbe stata trovata priva di vita nella vasca del bagno, ma in posizione supina e non a faccia in giù come era emerso in un primo momento.
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