Il Tirreno

Prato

Un boato assordante «Sono rimasto impietrito»

Un boato assordante «Sono rimasto impietrito»

Le testimonianze dei poggesi: chi è riuscito a togliere l’auto un attimo prima del crollo e chi invece ha lasciato sotto la frana una Panda ancora da pagare

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POGGIO A CAIANO. Il boato lo ha sentito subito dopo aver sfornato una pizza. Un rumore assordante, improvviso. Lì per lì El Meligi della pizzeria a taglio "Tricolore" aveva pensato a un forte danno in cucina. E invece no, erano 35 metri di muro che crollavano di fronte alla sua attività, in via Lorenzo il Magnifico. Da via Cancellieri il monte di acqua e fango l'ha visto scivolare giù in quattro e quattr'otto. «Sono rimasto impietrito sulla soglia del locale», racconta il commerciante.

È andata di lusso a Michele Tortora che è riuscito a mettere in salvo l'auto prima che franasse tutto. Non aveva ancora tirato giù la saracinesca della sua attività, il bar "Dolci Tentazioni" all'angolo tra via Lorenzo Il Magnifico e via Cancellieri. Erano le 20.40 circa e pioveva a dirotto.«Un cliente è rientrato chiedendomi di uscire subito perché stava scendendo un diluvio di acqua e fango. Un minuto dopo la mia auto sarebbe stata schiacciata». Storce la bocca Michele sulle possibili cause del crollo. «In dieci anni mai visto un intervento di manutenzione sulle mura». Si lecca le ferite Maurizio Pazzaglia per la Panda del 2015 che la figlia doveva ancora finire di pagare a rate. «Aveva parcheggiato solo quindici minuti prima del crollo». I Pazzaglia sono stati a fornire i dati della vettura in Comune che sta facendo da collettore per passare le informazioni alla Soprintendenza: dovrebbe essere l'assicurazione di quest'ultima a risarcire i sei proprietari delle auto finite sotto le macerie.

Preoccupazione tra gli esercizi commerciali, una decina in tutto quelli che si affacciano lungo via Lorenzo Il Magnifico: il timore è l'isolamento viste le modifiche provvisorie della viabilità (le auto provenienti da Prato vengono convogliate sulla bretella Sant'Angelo-Castelnuovo per poi ritrovarsi all'altezza di Ponte all'Asse). Ma già ieri la strada era stata ripulita e sgomberata dai detriti mentre i pedoni si muovono lungo un camminamento dedicato. «Non avevamo certo il sentore che il muro prima o poi franasse - sottolinea Renzo Breschi di "Jumper" - Speriamo di non restare accerchiati dai lavori di ripristino». Elena Gioielli del negozio "Civico 30" spera di utilizzare la porta d'ingresso posteriore per attirare clienti. «Che disastro anche per noi commercianti», ammette tutta sconsolata. Poco più avanti, un gruppo di anziani fa capannello davanti alla fontana del Mascherone ora tutta transennata da cui sgorga il vino durante l'Assedio alla Villa. «Scommettiamo che non la rifaranno a settembre?», s'interrogano.

Ha le lacrime Luciano Piccini, 92 anni con il cuore che batte da sempre per il suo paese. «Mi ricordo che c'era una porticina nel cuore delle mura, il Fognone, da dove defluiva l'acqua. Poi, non so perché, lo hanno chiuso». Marzo è un mese che non ha mai portato bene ai poggesi. Il 5 maggio del 2015 una tempesta di vento mise in ginocchio i pini di piazza XX Settembre. «Stavamo pensando a un concorso d'idee per riqualificare la piazza - fa sapere l'assessore alla cultura Giacomo Mari - A questo punto allargheremo il bando a una proposta per via Lorenzo Il Magnifico».(m.l.)

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