Due agenti della polizia penitenziaria aggrediti alla Dogaia
Prato, ne dà notizia il coordinatore Uilpa Massimo Lavermicocca: sono stati mandati all'ospedale da un tenuto nigeriano. Il sindacato denuncia il sovraffollamento del carcere
PRATO. Aggrediti due agenti di Polizia penitenziaria a Prato. Un altro episodio di violenza nella casa circondariale la “Dogaia”, avvenuto lunedì 6 marzo verso le 19. Un detenuto di nazionalità nigeriana di anni 54, con condanna definitiva per reati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, mentre le celle veniva chiuse, ha aggredito per futili motivi prima un agente e poi l’altro. I due agenti sono stati accompagnati al pronto soccorso del Santo Stefano per le lesioni riportate (uno ha 7 giorni di prognosi e l’altro 35 giorni e un braccio steccato).
"Ai colleghi coinvolti nella vicenda, va la solidarietà del sindacato Uilpa della polizia penitenziari, la nostra vicinanza e l'auspicio di una pronta guarigione" scrive in una comunicato il coordinatore territoriale Uilpa Massimo Lavermicocca, che afferma inoltre che "le misure della sorveglianza dinamica per gli effetti della sentenza Torreggiani, sono divenute ormai inadeguate a fronteggiare una popolazione detenuta in costante aumento".
Alla Dogaia sono circa 660 detenuti e il 50% sono extracomunitari con la presenza di alcuni detenuti psichiatrici per la chiusura degli Opg. "Il personale di polizia penitenziaria risulta carente con una forza di circa 220 agenti a fronte dei 345 agenti previsti in pianta organica". La Uilp da tempo denuncia il grave sovraffollamento presso l’Istituto Pratese che rischia di diventare una polveriera, "chiediamo quindi di intervenire con urgenza per ridimensionare la presenza dei detenuti alla Dogaia - conclude Lavermicocca - Per questo lanciamo un appello a tutte le istituzioni locali e regionali con richiesta di interventi mirati al fine di creare condizioni di lavoro accettabili e serene per tutti gli operatori della sicurezza".
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