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Gualchiera di Coiano: un incontro per valorizzarla - Video
Prato, un parroco, un medievalista e gli amministratori locali a un’assemblea giovedì 2 febbraio al Museo del Tessuto per recuperare un pezzo di storia tessile
PRATO. Prendono sempre più forma i pezzi del puzzle che ricostruisce la storia di Prato. Di quella economica, industriale e del tessile. Giovedì 2 febbraio al Museo del tessuto, alle 21, l'associazione “Insieme per il recupero della Gualchiera di Coiano” presenta il bilancio di quanto finora fatto per la salvaguardia e valorizzazione del complesso tessile, parte abitativa e parte del laboratorio industriale. Si sta parlando dell' opificio che un tempo era mulino e follatura e che cominciò a produrre già a partire dal Trecento. Si tratta di un complesso che nei secoli è rimasto pressochè immutato nel suo impianto, sebbene deteriorato negli ultimi decenni con la sua fine di messa in produzione, venti anni fa circa.
A un anno esatto dall'assemblea cittadina di Coiano, promossa fra gli altri anche da don Mauro Rabatti, l'associazione si confronta con le istituzioni, su quanto compiuto fino ad oggi e quanto resta da compiere. La modalità della serata è quella di un convegno, al quale prendono parte anche storici come il professor Giuliano Pinto, medievalista, la consigliera regionale del PD, Ilaria Bugetti, il sindaco Matteo Biffoni con le conclusioni lasciate all'assessore Valerio Barberis. Padrone di casa, Roberto Dei, presidente dell'associazione, che appare soddisfatto dei risultati finora ottenuti, in circa 10 mesi di lavoro. Primo obiettivo raggiunto, anche se non direttamente, quello di avere a Prato un regolamento per la gestione dei beni comuni. Considerando che la gualchiera di Coiano è proprietà del Comune di Prato, ciò potrebbe permettere all'associazione presieduta da Roberto Dei di operare quanto prima al suo restauro conservativo e al suo rilancio come tassello fondamentale nella conoscenza della storia economica della città.
«Una parte importante della storia, non c'è dubbio - precisa Roberto Dei - l'amministrazione comunale è positivamente attenta al restauro della gualchiera di Coiano, e noi come associazione, una volta espletata la burocrazia del caso, possiamo dare un contributo importante al restauro e alla gestione dell'opificio, una parte storica della città tessile, della città fabbrica».
Una storia della città che ha inizio nel Trecento se non addiritura prima nel 1180, quando dalle carte dell'epoca emergono i tre mulini sul gorone di proprietà della Pieve di Santo Stefano e poi della famiglia Naldini. L'eccezionalità della gualchiera (o follatura) di Coiano sta anche nel fatto che al suo interno, nella parte del laboratorio, si trovano ancora i macchinari con tutti i collegamenti meccanici e le trasmissioni originarie intatte; meccaniche e trasmissioni che si collegavano al gorone di sotto. Un’ eccezionalità e una rarità sorprendente di meccanica, idraulica e di storia economica.
«Il 2 febbraio - prosegue Dei - verrà evidenziato come si dovrebbe dare corpo ad un percorso operativo per quanto riguarda una parte del recupero, almeno quello di tutta la parte tecnologica con i macchinari dove si svolgeva l’attività di follatura». La parte più danneggiata della gualchiera è quella abitativa, mentre quella lavorativa potrebbe in minor tempo già esser resa disponibile al pubblico. Giovedì sera si parlerà di questo indicando anche una tempistica per l'avvio dei lavori di restauro e l'utilizzo della gualchiera, da quello espositivo e museale a quello congressuale. Di questo si parlerà, nel dibattito coordinato da Filippo Guarini, direttore del museo del tessuto di Prato. L’incontro è aperto al contributo dei cittadini.
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