Il presidio
Tato Russo e il suo Gran cafè chantant
L’attore partenopeo sarà oggi e domani al Politeama: «Vi prometto due ore di allegria»
PRATO. Manca da Prato da 15 anni. E l'ultima volta che venne salì sul palco del Politeama con lo spettacolo che ora porta di nuovo in giro dato che si tratta di una ripresa. Tato Russo, con la sua compagnia, oggi (ore 21) e domani (ore 16) è il protagonista, al teatro di via Garibaldi, di "Gran cafè chantant", una vaudeville in due atti di Tato Russo da Eduardo Scarpetta.
Tato Russo è uno degli ultimi grandi attori della dinastia del teatro napoletano e nazionale che nel corso della sua carriera ha dato vita a spettacoli memorabili, uno fra tutti il musical dei "Promessi sposi". Nel 1986 l'artista compra il teatro Bellini di Napoli che riaprirà due anni dopo e che da qualche anno ha lasciato in mano ai figli. Nella città partenopea c'è il detto "Il San Carlo per la grandezza, il Bellini per la bellezza", e di fatto questo teatro è un vero e proprio gioiello. Per quanto riguarda il suo modo di fare teatro l'artista spiega che: «Riporto sul palco quello che è il vero teatro - commenta Russo - di quello che ormai non si vede più. Adesso siamo abituati a vedere gli one man show. Io, invece, ho sempre puntato su un target alto nei miei spettacoli. Quello attuale, tra cast tecnico e artistico, conta 24 persone. Sul palco saremo 14 attori più quattro musicisti dell'orchestrina».
L'artista si sofferma, quindi, a parlare di "Gran cafè chantant" che si sofferma proprio della crisi del teatro. «Siamo agli inizi del Novecento - racconta Russo - una compagnia di comici è costretta a cambiare repertorio a causa della crisi che si respira. La prosa nei teatri non andava più, ecco allora che arriva l'obbligo di riciclarsi in un altro repertorio; quello dei cafè».
Si racconta, dunque, la crisi del palcoscenico che, in maniera seppur diversa, c'era allora come oggi. Ma il teatro è anche allegria e sul palco si può trasformare tutto.
«Vi assicuro - dice Tato Russo - che saranno due ore di divertimento assicurato con risate a non finire».
Il testo sarà in italiano ma con la cadenza napoletana. Tratto dalla commedia di Eduardo Scarpetta, "Gran cafè chantant" è stato completamente riscritto da Tato Russo. Prima di arrivare a Prato, con la prima regionale, lo spettacolo è stato in tournée in Calabria. Dopo la Toscana approderà in Campania per la sua conclusione nel mese di febbraio.
Azelio Biagioni
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